CULTURA E EVENTI

CESENATICO E BELLARIA – “Ci salverà la romagnolità”. E a ricordarcelo è un albergatore arrivato dall’estero

All'Hotel St. Moritz di Bellaria la "Serata Romagnola" è diventata uno degli appuntamenti più attesi dagli ospiti. A rilanciare il valore dell'identità del territorio è Klodian, imprenditore alberghiero conosciuto anche a Cesenatico per essere stato presidente del Rotary Club locale

Paradossalmente, uno dei richiami più convinti a riscoprire la romagnolità non arriva da chi in Romagna ci è nato, ma da chi l’ha scelta come casa, come luogo in cui vivere, lavorare e investire.

È il caso di Klodian, imprenditore alberghiero noto anche a Cesenatico per essere stato presidente del Rotary Club cittadino, che insieme alla moglie Tina guida l’Hotel St. Moritz di Bellaria Igea Marina. Nella loro struttura, la tradizione non è un semplice elemento di arredo o uno slogan pubblicitario: è il cuore dell’esperienza proposta agli ospiti.

La “Serata Romagnola” è diventata uno degli appuntamenti più attesi della settimana. Turisti italiani e stranieri si ritrovano a tavola per assaporare i sapori autentici della nostra terra: antipasti con salumi e formaggi tipici, verdure di stagione, tagliatelle rigorosamente tirate a mano dalla brigata guidata dallo chef Giuseppe Nappi, carne alla griglia, costine, salsicce, il tutto accompagnato da Sangiovese e Trebbiano.

Ma il cibo è soltanto una parte del racconto. Ad accompagnare la cena ci sono il liscio, le musiche di Secondo Casadei e quell’atmosfera genuina che per decenni ha rappresentato il marchio di fabbrica dell’ospitalità romagnola. Un modo di accogliere che non può essere copiato né delocalizzato.

Il messaggio che arriva dallo St. Moritz è semplice quanto attuale: il futuro della Riviera difficilmente passerà dall’omologazione. Alberghi tutti uguali, servizi standardizzati e format internazionali si trovano ormai ovunque. Quello che nessuno può replicare è l’identità di un territorio quando viene raccontata con autenticità.

Ed è proprio qui che emerge un dettaglio che fa riflettere. A ricordare il valore della romagnolità è un imprenditore che questa terra l’ha scelta e l’ha fatta propria. Forse proprio chi arriva da fuori riesce a cogliere con maggiore lucidità ciò che noi, talvolta, rischiamo di dare per scontato.

Dopo la cena, gli ospiti possono proseguire la serata a bordo della grande piscina dell’hotel, tra musica dal vivo, cocktail preparati dalle bar lady e momenti di convivialità. Tradizione e modernità convivono senza entrare in conflitto: la prima dà identità, la seconda completa l’offerta.

La lezione è chiara. Se la Riviera vuole continuare ad essere competitiva, non deve inseguire modelli costruiti altrove, ma valorizzare ciò che possiede da sempre: la cucina, l’accoglienza, la cultura popolare, la convivialità e quel modo tutto romagnolo di far sentire ogni ospite parte della famiglia.

Forse, alla fine, la strada è davvero questa. E fa riflettere che a indicarci la direzione sia proprio chi, pur essendo nato lontano dalla Romagna, ne ha saputo comprendere e valorizzare l’anima meglio di tanti romagnoli.

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