Terremoto di magnitudo 4.1 nel Molise: notte di paura a Pizzone, nessun danno grave

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.1 ha interrotto la quiete della notte in Molise, generando momenti di forte preoccupazione soprattutto nell’Alta Valle del Volturno e in tutta la provincia di Isernia. Il sisma, registrato dall’INGV poco dopo la mezzanotte, ha avuto epicentro nel territorio di Pizzone, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ed è stato chiaramente percepito anche in Abruzzo, Campania e Lazio.
A Pizzone, piccolo centro con circa 300 abitanti, la paura ha spinto numerose famiglie a lasciare temporaneamente le proprie case. Le successive scosse di assestamento, tutte di magnitudo inferiore a 3.0, hanno convinto molti residenti a trascorrere la notte nelle proprie automobili come misura precauzionale.
Nonostante lo spavento, il bilancio resta rassicurante: non si registrano feriti né danni significativi. L’unica segnalazione riguarda la caduta di alcuni calcinacci nel centro storico di Cerro al Volturno. Il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, ha confermato che i sopralluoghi effettuati nell’area dell’epicentro non hanno evidenziato criticità rilevanti né situazioni tali da richiedere interventi di assistenza alla popolazione.
Il governatore ha inoltre espresso gratitudine al vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani per la vicinanza manifestata alla comunità molisana. Un ringraziamento è stato rivolto anche al ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, e al capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, che hanno seguito fin dalle prime ore l’evolversi della situazione, assicurando il pieno supporto del Governo e delle strutture nazionali di emergenza.
Tra gli abitanti di Pizzone, soprattutto tra i più anziani, il terremoto ha riacceso il ricordo del sisma del 1984, che colpì la zona con epicentro nella vicina San Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone. Il sindaco Vincenzo Di Cristofano ha ricordato come, in quell’occasione, numerose famiglie furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e venne allestita una tendopoli per ospitare gli sfollati. Molti edifici riportarono danni importanti e furono successivamente sottoposti a interventi di consolidamento e messa in sicurezza.
La Protezione Civile del Molise ha attivato un monitoraggio costante del territorio per verificare eventuali criticità. Anche Anas ha effettuato controlli sulla rete viaria, confermando che non sono stati rilevati danni e che la circolazione procede regolarmente. Esito positivo anche per le verifiche eseguite sulla diga di Castel San Vincenzo, dove non sono emersi problemi strutturali.
L’evento sismico ha inoltre riportato al centro del dibattito il progetto della centrale idroelettrica “Pizzone II”, promosso da Enel e da tempo contestato dal Coordinamento “No Pizzone II”. In una nota diffusa dopo il terremoto, il movimento ha ribadito le proprie preoccupazioni, richiamando i rischi legati alla sismicità dell’area, alla fragilità idrogeologica del territorio e ai possibili impatti sull’ecosistema del Parco Nazionale, compreso l’habitat dell’orso bruno marsicano. Tra le criticità evidenziate figurano anche le possibili modifiche ai bacini lacustri, la perdita di superfici boschive e gli effetti ambientali connessi alla realizzazione dell’opera.
Secondo il Coordinamento, la scossa rappresenta un’ulteriore conferma della vulnerabilità del territorio e rafforza la richiesta rivolta alle istituzioni affinché venga applicato il principio di precauzione nella valutazione del progetto. Per il movimento, le caratteristiche ambientali e geologiche dell’area rendono l’opera incompatibile con un contesto di così elevato valore naturalistico e paesaggistico.