PAC, CIA Basilicata: “Anticipo storico dei pagamenti, ora servono più risorse per sostenere le aziende agricole”

POTENZA – Un risultato senza precedenti per gli agricoltori italiani e lucani, ottenuto grazie all’azione sindacale della Confederazione e al lavoro svolto sul territorio dal sistema dei Centri di assistenza agricola. Così CIA-Agricoltori Italiani Basilicata commenta l’avvio anticipato dei pagamenti della Politica Agricola Comune 2026, che per la prima volta nella storia saranno erogati dal 26 luglio, con quasi tre mesi di anticipo rispetto alla tradizionale scadenza del 16 ottobre.
Una misura che consentirà di immettere rapidamente liquidità nelle aziende agricole, in un momento particolarmente difficile per il comparto, segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali che continuano a incidere sui mercati.
L’operazione, che interesserà fino a 1,6 miliardi di euro di anticipi a livello nazionale, è il risultato di un intenso lavoro politico e tecnico portato avanti da CIA insieme ad Agea e al proprio sistema dei CAA.
Liquidità immediata alle imprese
L’anticipo riguarderà i pagamenti diretti della PAC e potrà raggiungere fino al 75% dell’importo spettante, rispetto al limite ordinario del 70%.
Tra le principali novità figura anche l’inclusione del comparto zootecnico, finora escluso dagli anticipi, mentre priorità sarà riservata al sostegno di base, al pagamento redistributivo, ai giovani agricoltori e, successivamente, al comparto olivicolo, settore sul quale CIA ha più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni.
Per CIA Basilicata si tratta di una risposta concreta alle esigenze di liquidità delle imprese agricole.
«È un risultato molto importante per la nostra organizzazione e per il sistema dei CAA, che hanno lavorato in stretta collaborazione con Agea per accelerare le procedure e consentire agli agricoltori di disporre delle risorse quando ce n’è maggiore bisogno. Anticipare i pagamenti significa dare ossigeno alle aziende in una fase segnata da costi elevati, cambiamenti climatici e redditività sempre più ridotta», sottolinea la presidenza regionale della Confederazione.
Fondi PAC indispensabili anche per la Basilicata
L’organizzazione ricorda come, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, la PAC rappresenti uno strumento fondamentale per garantire la continuità produttiva delle imprese agricole.
Nel primo anno dell’attuale programmazione comunitaria, nel 2023, le aziende agricole della Basilicata hanno ricevuto mediamente 3.770 euro di contributi PAC per azienda, una cifra sensibilmente inferiore rispetto ad altre regioni italiane: 7.810 euro in Lombardia, 6.620 euro in Piemonte e 6.320 euro in Sardegna.
Secondo CIA Basilicata, questi dati confermano come gli agricoltori lucani abbiano ancora più bisogno di una Politica agricola comune forte e adeguatamente finanziata.
«I fondi PAC rappresentano un sostegno vitale per le aziende agricole lucane, soprattutto in annate difficili come quella che stiamo vivendo. Ridurre queste risorse significherebbe mettere a rischio la sopravvivenza di molte imprese, con conseguenze dirette sull’occupazione, sulla produzione agroalimentare e sulla tenuta economica delle aree interne della Basilicata», evidenzia CIA regionale.
Più risorse per affrontare le emergenze
L’associazione richiama inoltre il Governo nazionale sulla necessità di intervenire rapidamente per rafforzare la riserva agricola di crisi, destinata all’Italia.
Per CIA è indispensabile un cofinanziamento nazionale che consenta di aumentare la dotazione del fondo, così da sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti e dalle conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente.
Si tratta di uno strumento ritenuto fondamentale per affrontare emergenze sempre più frequenti, aggravate dagli eventi climatici estremi e dall’instabilità dei mercati internazionali.
Una PAC più equa
CIA rilancia inoltre una storica proposta di riequilibrio della distribuzione delle risorse comunitarie.
Secondo i dati Agea, infatti, le aziende con oltre 100 ettari rappresentano appena il 2% delle imprese beneficiarie ma ricevono il 23% dei fondi comunitari. Al contrario, le aziende inferiori ai 10 ettari costituiscono il 69% delle imprese agricole italiane ma ricevono anch’esse soltanto il 23% delle risorse disponibili.
Per questo la Confederazione propone l’introduzione di un tetto massimo ai contributi destinati alle aziende di maggiori dimensioni, così da favorire una distribuzione più equilibrata delle risorse verso le piccole e medie imprese agricole.
«L’anticipo dei pagamenti rappresenta un segnale importante, ma da solo non basta. Occorre difendere la centralità della PAC, rafforzare le risorse disponibili e costruire un sistema più equo che sostenga realmente chi vive di agricoltura. Per la Basilicata, fatta di aziende familiari, territori fragili e aree interne, una PAC forte significa garantire reddito, occupazione, tutela dell’ambiente e sicurezza alimentare. Su questi obiettivi CIA continuerà la propria azione sindacale a tutti i livelli istituzionali», conclude CIA Basilicata.