ERO, L’ULTIMA LUCE Di Alessandro Pertosa Con MELANIA FIORE
Giovedì 27 agosto 2026 Festival “Gualdo è Donna” Gualdo Tadino (Pg)

Dopo il successo al suo debutto, Ero. L’ultima luce, opera scritta dal drammaturgo Alessandro Pertosa ispirata allo storico mito greco di Ero e Leandro, prosegue la sua tournée estiva in Umbria all’interno del Festival “Gualdo è Donna”, prestigiosa rassegna che ospita spettacoli dedicati a figure femminili di grande intensità storica e narrativa.
L’opera, interpretata da Melania Fiore e diretta da Graziano Piazza, è un monologo che si fa invocazione, preghiera, rito. È la confessione estrema di una donna che ha fatto dell’amore il proprio destino, anche a costo della propria identità, della propria fede, della propria vita.
È un testo che interroga la fede amorosa come atto radicale, come scelta che resiste anche quando tutto intorno frana. E’ nell’impossibilità e nell’assenza che l’amore rivela tutta la sua grandezza. L’amore di Ero e Leandro non è «giusto», non è «buono», non è «utile».
È semplicemente vero. E forse è proprio questo che fa paura. Che commuove. Che resta incistato nelle pieghe più profonde della nostra anima.
Ero. L’ultima luce è un inno alla durata, all’attesa, alla resistenza del sentimento oltre la presenza, oltre il tempo, oltre il corpo. In un mondo che tende a considerare l’amore come consumo, come evento che si esaurisce nella reciprocità immediata, Ero ci ricorda che amare è anche – e forse soprattutto – un atto solitario, un sacrificio muto, un’offerta senza garanzie. Ero non è solo una donna che ama: è una donna che si fa amore, che si consuma nel desiderare, nel custodire, nel credere. Anche quando tutto sembra crollare.
Questa tragedia nasce anche da un’urgenza: interrogare la natura del sentimento amoroso in un’epoca come questa, così disincantata, così rapida, così impaziente.
Autore di quest’opera è Alessandro Pertosa, poeta, scrittore, drammaturgo, filosofo e saggista italiano. Insegna Filosofia all’ISSR, Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Marche e ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.
La sua ricerca si concentra sulla critica del modello economico neoliberista, sull’ecologia profonda e sull’umanesimo radicale.
Accanto all’attività accademica, Pertosa cura un’intensa produzione teatrale. Le sue opere, rappresentate in festival e teatri nazionali ed europei, fondono riflessione filosofica, ricerca poetica e potenza del linguaggio drammatico.
Nei suoi testi affronta spesso i grandi dilemmi dell’esistenza contemporanea, il rapporto tra uomo e natura e i paradossi della società dei consumi. Scrive inoltre per diverse riviste culturali ed è ideatore di progetti artistici volti a diffondere il pensiero critico attraverso le arti performative.
Ad interpretare Ero sarà Melania Fiore, attrice dall’indiscusso talento e solida formazione artistica: dalla danza classica al teatro, dagli studi di pianoforte al canto con Maestri del Conservatorio di Santa Cecilia vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti teatrali, drammaturga, pianista, insegnante di dizione, recitazione e storia del teatro in varie scuole e accademie.
Laureata con lode in letteratura teatrale al DAMS (Lettere con indirizzo Spettacolo), dal lavoro decennale con il Maestro Mario Scaccia alla prestigiosa collaborazione con Paolo Sorrentino, Melania Fiore ha lunga esperienza nel Teatro classico e di prosa, che specie l’ha vista protagonista su palcoscenici importanti al fianco di artisti di grande levatura come Mario Scaccia, Enzo Garinei, Giuseppe Manfridi, Enrico Bernard, Giuseppe Pambieri e molti altri.
A dirigerla sarà Graziano Germano Piazza, attore, regista teatrale e scultore italiano con oltre quarant’anni di carriera ai massimi livelli della scena nazionale e internazionale.
Formatesi fin dal 1983 sotto la guida di maestri come Vittorio Gassmann, ha interpretato ruoli da protagonista per i più grandi registi del teatro contemporaneo, tra cui Luca Ronconi, Peter Stein, Benno Besson, Anatolij Vassil’ev e Robert Carsen.
Acclamato interprete di ruoli iconici nei più prestigiosi teatri di pietra e stabili (tra cui spicca il successo come Tiresia nell’Edipo Re al Teatro Greco di Siracusa, che gli è valso il Premio Flaiano e il Premio Le Maschere del Teatro), affianca da sempre alla recitazione un’intensa attività registica e pedagogica.
È stato il direttore del Teatro Stabile di Catania e parallelamente alle arti sceniche, porta avanti una solida e apprezzata ricerca espressiva come scultore, fondendo la materia plastica con la visione poetica e metafisica del suo percorso artistico.