Cuccioli lasciati sotto il sole a 43 gradi, quattro morti a Sciacca: proprietario denunciato, il Comune si costituirà parte civile

Una drammatica vicenda di presunto maltrattamento animale scuote Sciacca, in provincia di Agrigento, dove quattro cuccioli sono morti dopo essere stati lasciati per ore su un terrazzo esposto al sole, con temperature che hanno sfiorato i 43 gradi.
La Procura ha già ricevuto una denuncia nei confronti del proprietario degli animali, accusato di maltrattamento e uccisione di animali d’affezione.
L’intervento è scattato dopo diverse segnalazioni che hanno permesso di soccorrere gli animali.
Sul terrazzo di un edificio non abitato si trovavano tre cani adulti e sei cuccioli, privi di acqua e con un semplice riparo in lamiera, insufficiente a proteggerli dal caldo estremo. Per quattro dei piccoli non c’è stato nulla da fare, mentre gli altri sono stati messi in salvo e affidati alle cure dei veterinari.
Le immagini registrate durante il salvataggio, che mostrano la madre dei cuccioli agitarsi disperatamente mentre i piccoli soffrono sotto il sole, hanno fatto rapidamente il giro dei social, suscitando indignazione e numerose richieste di giustizia.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha annunciato l’intenzione di seguire il procedimento giudiziario, chiedendo che vengano accertate tutte le responsabilità.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’attivista Enrico Rizzi, che ha criticato l’attuale normativa in materia di tutela degli animali. Secondo Rizzi, le pene previste per questi reati sarebbero troppo lievi e, anche in caso di condanna, difficilmente comporterebbero il carcere per il responsabile.
A raccontare quanto accaduto è stata Adriana Montalbano, responsabile dell’Ufficio Randagismo del Comune di Sciacca e volontaria dell’associazione Balzoo, tra le prime ad arrivare sul posto. La donna ha descritto una scena che ha definito “tra le più dolorose mai affrontate”, ricordando le condizioni disperate dei cuccioli esposti al sole cocente senza alcuna protezione adeguata.
I veterinari hanno confermato che la cagna madre, un pastore maremmano, e i due cuccioli sopravvissuti non sono più in pericolo. Anche gli altri due cani adulti, un Pinscher e un pastore belga, sono stati trovati in buone condizioni fisiche e sono stati trasferiti in una struttura convenzionata con il Comune. Una volta concluso l’iter giudiziario e ottenuto il dissequestro degli animali, le associazioni intendono inserirli rapidamente nel circuito delle adozioni affinché possano trovare una famiglia.
Montalbano ha inoltre respinto l’idea che Sciacca sia una città indifferente al benessere degli animali, sottolineando come l’Ufficio Randagismo riceva quotidianamente numerose segnalazioni da parte dei cittadini per soccorrere cani e gatti in difficoltà. Secondo la volontaria, in questo caso molti residenti potrebbero non aver compreso da dove provenissero i lamenti dei cuccioli e la gravità della situazione.
L’episodio ha suscitato una forte mobilitazione anche tra i cittadini, che hanno contattato il Comune per offrire aiuto ai cani sopravvissuti.
L’assessore Agnese Sinagra ha annunciato l’adozione di un’ordinanza che ribadirà il divieto di detenere animali in condizioni incompatibili con il loro benessere e inviterà la popolazione a segnalare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo. Inoltre, il Comune di Sciacca ha reso noto che si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento penale contro il proprietario degli animali.