UIL Scuola Rua Basilicata: Contratto finalmente operativo, ma l’attesa è stata troppo lunga
Ora servono risposte vere su salari, diritti e qualità del lavoro
Con la sottoscrizione definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (triennio economico 2025-2027), avvenuta all’ARAN, entra ufficialmente in vigore la parte economica del rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca. Per la UIL Scuola Rua si chiude così un percorso negoziale, ma resta aperta la sfida più importante: costruire un nuovo contratto che dia finalmente risposte ai problemi irrisolti del personale della scuola.
«L’iter per la sottoscrizione definitiva si è protratto ben oltre i tempi auspicabili – afferma il Segretario generale della UIL Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile –. I tre mesi necessari per completare i controlli previsti rappresentano un’attesa eccessiva per lavoratrici e lavoratori che hanno dovuto aspettare troppo per vedere concluso un percorso già definito sul piano negoziale.»
«La firma del contratto prima della sua naturale scadenza – prosegue D’Aprile – rappresenta certamente un’inversione di tendenza rispetto ai ritardi che hanno caratterizzato i rinnovi degli ultimi anni. Ma adesso serve un passo ulteriore: garantire un reale riconoscimento economico al personale della scuola. È indispensabile intervenire sulla detassazione degli aumenti contrattuali, sia a livello nazionale sia a livello regionale e comunale. Per migliaia di lavoratori con redditi compresi tra i 20 e i 40 mila euro, infatti, il peso del fisco rischia di assorbire gran parte degli incrementi salariali, riducendone gli effetti concreti nelle buste paga.»
In Basilicata il rinnovo interessa una platea di oltre diecimila addetti tra insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Secondo la UIL Scuola, accanto agli aspetti economici è ormai indispensabile affrontare le questioni normative rimaste aperte.
«Il prossimo contratto dovrà finalmente dare quelle risposte che il CCNL 2019-2021 non ha saputo offrire – sottolinea D’Aprile –. Continueremo a chiedere il rafforzamento della contrattazione d’istituto, il superamento dei vincoli sulla mobilità del personale, una revisione degli ordinamenti professionali del personale ATA, il riconoscimento del lavoro agile nelle attività compatibili, maggiore trasparenza nelle relazioni sindacali, il reintegro del personale delle scuole italiane all’estero nel comparto Istruzione e Ricerca e una revisione delle norme che limitano la mobilità intercompartimentale.»
Per il segretario regionale della UIL Scuola Rua Basilicata, Luigi Veltri, il rinnovo economico rappresenta un punto di partenza e non di arrivo.
«Anche in Basilicata il personale della scuola continua a garantire qualità, professionalità e continuità del servizio nonostante organici insufficienti, carichi di lavoro sempre più gravosi e stipendi che restano tra i più bassi della pubblica amministrazione. È necessario che il prossimo rinnovo contrattuale affronti finalmente le questioni normative e professionali rimaste aperte e riconosca pienamente il valore del lavoro svolto ogni giorno nelle scuole lucane. La valorizzazione del personale passa da salari adeguati, maggiori diritti e investimenti strutturali sul sistema scolastico.»
Intanto arriva una notizia importante anche sul fronte della formazione degli insegnanti di sostegno. È stato pubblicato il decreto ministeriale che autorizza l’attivazione dell’XI ciclo del TFA Sostegno.
A livello nazionale sono 30.241 i posti autorizzati: 4.553 per la scuola dell’infanzia, 11.698 per la primaria, 4.842 per la secondaria di primo grado e 9.148 per la secondaria di secondo grado.
Le prove preselettive si svolgeranno dal 14 al 17 luglio 2026, secondo il calendario ministeriale, mentre i percorsi dovranno concludersi entro il 30 giugno 2027.
Per la Basilicata è coinvolta l’Università degli Studi della Basilicata, che metterà a disposizione 223 posti, così suddivisi: 105 per il sostegno nella scuola primaria, 78 per la scuola secondaria di secondo grado e 40 per la scuola dell’infanzia.
«L’attivazione dei nuovi percorsi di specializzazione rappresenta un’opportunità importante anche per la nostra regione – conclude Veltri –. Rimane tuttavia fondamentale programmare con maggiore efficacia il fabbisogno di docenti specializzati, affinché il sostegno non continui a essere affidato in larga parte a personale precario. Garantire continuità didattica agli alunni con disabilità significa investire sulla qualità della scuola pubblica e sulla stabilità degli organici.»