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Confcommercio: Credito sempre più difficile per le microimprese

Serve una svolta per sostenere commercio, turismo e servizi

POTENZA – Il progressivo calo del credito alle micro e piccole imprese rappresenta una delle principali emergenze economiche anche per la Basilicata, dove il sistema produttivo è costituito quasi esclusivamente da aziende di piccola dimensione, spesso a conduzione familiare, attive nel commercio, nel turismo, nei servizi e nell’artigianato.

È il commento di Confcommercio Potenza ai dati contenuti nel primo Libro Bianco sul credito alle micro e piccole imprese, presentato a Roma e coordinato dalla professoressa Paola Paoloni dell’Università La Sapienza.

Lo studio evidenzia un vero e proprio paradosso: mentre le micro e piccole imprese continuano a rappresentare il 95% del tessuto produttivo italiano, producendo quasi un terzo del Pil e occupando circa la metà dei lavoratori, tra il 2011 e il 2024 i finanziamenti bancari destinati alle aziende con meno di 20 addetti sono diminuiti del 37%, passando da 171 a circa 107 miliardi di euro, con una perdita complessiva di 64 miliardi di credito.

Per Confcommercio si tratta di un fenomeno che incide direttamente sulla competitività delle imprese lucane.

«In Basilicata – sottolinea una nota di Confcommercio – il sistema economico poggia quasi interamente sulle micro e piccole imprese. Sono loro a garantire occupazione, servizi di prossimità, vitalità dei centri storici e tenuta economica dei piccoli comuni. Se diminuisce il credito disponibile, si riducono inevitabilmente gli investimenti, l’innovazione e la capacità di affrontare le nuove sfide del mercato.»

L’associazione sottolinea come il problema non sia riconducibile soltanto ai tassi di interesse, oggi in graduale diminuzione, ma riguardi soprattutto le difficoltà strutturali di accesso ai finanziamenti.

«Le banche – prosegue Confcommercio – continuano a considerare poco conveniente l’erogazione di piccoli prestiti, mentre la progressiva riduzione degli sportelli bancari nelle aree interne rende ancora più difficile il rapporto diretto tra imprese e sistema del credito. È una situazione che penalizza in particolare regioni come la Basilicata, caratterizzate da una forte diffusione di microimprese e da una bassa densità abitativa.»

Il Libro Bianco evidenzia inoltre che, nel primo semestre del 2025, il 66% delle garanzie del Fondo Centrale di Garanzia è stato destinato a imprese già considerate bancabili, mentre le aziende con maggiori difficoltà di accesso al credito hanno continuato a incontrare ostacoli nell’ottenere finanziamenti.

Per Confcommercio è necessario riportare il Fondo alla sua funzione originaria.

«Le garanzie pubbliche devono sostenere prioritariamente le imprese sane che incontrano difficoltà nell’accesso al credito e non sostituire il normale mercato bancario. Occorre concentrare le risorse sulle microimprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia lucana.»

L’associazione giudica positivamente le proposte contenute nel Libro Bianco: differenziare le percentuali di garanzia in base al rischio dell’impresa, rafforzare il ruolo dei Confidi, creare strumenti dedicati ai piccoli finanziamenti e incentivare il credito destinato agli investimenti di medio-lungo periodo.

«Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi – conclude Confcommercio– il credito non rappresenta soltanto uno strumento finanziario, ma la condizione indispensabile per innovare, digitalizzarsi, migliorare la sostenibilità e affrontare i processi di transizione che il mercato richiede.

Senza un sistema bancario più vicino ai territori e senza strumenti pubblici realmente orientati alle microimprese, il rischio è quello di frenare proprio quella parte dell’economia che continua a garantire occupazione, presidio sociale e sviluppo nelle aree interne della Basilicata.»

Confcommercio auspica infine un confronto con Governo, sistema bancario, Confidi e istituzioni regionali affinché il tema dell’accesso al credito diventi una priorità delle politiche di sviluppo, considerando che la competitività delle imprese lucane passa anche dalla possibilità di ottenere finanziamenti rapidi, sostenibili e adeguati alle dimensioni aziendali. In proposito l’istituzione ad opera della Regione dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria è sicuramente un primo atto positivo.

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