POLITICA

M5s e Bcc: Cdx, 40 minuti per contarsi, 0 minuti per la sanità

Alessia Araneo, Viviana Verri, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello: siamo usciti dall’Aula non per sottrarci al confronto sulla sanità, ma perché quel confronto, in Aula, non si tiene mai

“Quaranta minuti. Tanto è durata la discussione con cui i consiglieri di maggioranza hanno provato a spiegare ai lucani perché abbiamo lasciato l’aula. Quaranta minuti spesi a parlare di noi, e non un minuto per parlare di sanità, di liste d’attesa, di mobilità passiva, dei bilanci delle aziende sanitarie che pure erano all’ordine del giorno o delle pre-intese sulla autonomia differenziata a cui il governo regionale avrebbe detto sì senza interpellare il Consiglio. È la fotografia perfetta di ciò che abbiamo denunciato: questo è il tavolo dove si recita, non quello dove si decide”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Alessia Araneo e Viviana Verri (M5s) Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello (Bcc) che proseguono:

“Non serviva la nostra denuncia: si sono autocertificati da soli. Hanno ammesso che l’organizzazione dei lavori ‘non è stata impeccabile’ e che i ritardi ‘non sono una novità’, come a dire che la sciatteria, qui dentro, è la regola e non l’eccezione. Hanno sentito il bisogno di contarsi in diretta — ‘siamo in undici’ — perché una maggioranza che deve dichiarare quanti è, a ogni seduta, ha già confessato di reggersi sul filo. Lo ha detto uno di loro, non noi: dopo aver tagliato il numero dei consiglieri con la propria riforma elettorale, oggi “un mal di pancia e una riunione fanno saltare il numero”. Questa non è stabilità. È un equilibrio appeso a tre voti, travestito da fermezza”.

“Ma la confessione più grave – proseguono – l’ha pronunciata chi in aula è rimasto: che oggi non si discuterà delle questioni che interessano davvero ai cittadini, e in particolare della sanità, che ‘puntualmente l’aula decide di non affrontare’. Ecco perché siamo usciti. Non per sottrarci al confronto sulla sanità, ma perché quel confronto, in quest’aula, non si tiene mai. Si approvano gli atti tecnici licenziati dalle commissioni — e quelli vanno approvati, è ovvio — mentre il disavanzo, le aree interne senza medici, i lucani costretti a curarsi fuori regione restano fuori dalla porta”.

“A chi ci invita ad ‘andare in commissione’ – concludono Araneo, Verri, Chiorazzo e Vizziello – rispondiamo volentieri: verifichiamo tutto. Le presenze, certo. Ma anche quante volte la sanità è stata calendarizzata e poi rinviata, quanti atti restano fermi, quante sedute sono iniziate con ore di ritardo. La trasparenza non ci spaventa: la pretendiamo, intera. Abbiamo lasciato l’aula perché non siamo disponibili a fare da comparsa a una maggioranza disgregata, incapace di garantire perfino un consiglio puntuale di poche ore. La reazione scomposta di oggi conferma il punto: il tempo del tavolo dei bambini è finito, e dà fastidio proprio a chi a quel tavolo si è abituato a sedere”.

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