Chiorazzo (BCC): “LucAS, colpisce l’assenza di Bardi e di gran parte della Giunta regionale proprio nel giorno della presentazione dei primi dati epidemiologici”.
Colpisce il contrasto tra la massiccia partecipazione della delegazione istituzionale della Regione Basilicata alla presentazione del progetto LucAS presso il Senato della Repubblica e le numerose assenze registrate ieri a Potenza in occasione della presentazione dei primi risultati scientifici ed epidemiologici del progetto.
Se per promuovere LucAS a livello nazionale si è ritenuto necessario garantire una presenza istituzionale così ampia, appare difficile comprendere perché il Presidente Bardi e gran parte degli esponenti del governo regionale, a cominciare dall’assessore all’Ambiente, che ha preferito partecipare all’iniziativa di Eni ‘100 anni di Energia’, abbiano scelto di non essere presenti proprio all’appuntamento nel quale il progetto ha iniziato a restituire i primi risultati alla comunità lucana.
Eppure, nel corso dell’incontro, il professor Annibale Biggeri dell’Università di Padova ha evidenziato come dalle prime elaborazioni emergano situazioni epidemiologiche che meritano ulteriori approfondimenti scientifici e specifiche attività di indagine. Si tratta di elementi che riguardano direttamente la salute dei cittadini e che dovrebbero rappresentare una priorità nell’agenda di qualunque governo regionale.
Noi continuiamo a considerare LucAS un progetto di straordinaria importanza per la Basilicata. Un progetto nato, dopo una lunga fase di gestazione, per accrescere le conoscenze sul rapporto tra ambiente e salute e che dispone di risorse ingenti, pari a circa 25 milioni di euro, finanziate attraverso gli accordi sottoscritti dalla Regione con le compagnie petrolifere.
Proprio per questo continueremo a svolgere con determinazione la nostra attività di controllo e verifica, sia sul corretto utilizzo delle risorse sia sull’effettiva attuazione delle attività di monitoraggio ambientale, sorveglianza sanitaria e ricerca epidemiologica.
Ma soprattutto continueremo a chiedere che tutti i dati prodotti dal progetto siano resi pubblici e divulgati con la massima trasparenza. I cittadini lucani hanno il diritto di conoscere i risultati delle attività finanziate con queste risorse e di essere informati sugli elementi che riguardano lo stato di salute delle comunità e dei territori.
Dopo oltre sei anni dai primi annunci, la sfida principale non è più quella di presentare il progetto, ma di garantire che le conoscenze prodotte vengano restituite ai lucani e diventino uno strumento concreto per orientare le politiche di tutela della salute e dell’ambiente”.