Stop al telemarketing aggressivo nel settore energia: nuove regole contro le attivazioni non richieste di luce e gas

Dal 19 giugno scorso è entrato in vigore un nuovo impianto normativo che segna una svolta nel contrasto al telemarketing non autorizzato nel settore energetico.
Le chiamate commerciali indesiderate per offerte di luce e gas, se effettuate senza consenso valido, possono ora comportare l’annullamento automatico del contratto stipulato.
La misura, prevista dal nuovo articolo 51 del Codice del Consumo (Legge n. 49/2026), stabilisce che in presenza di un primo contatto commerciale irregolare, il contratto venga considerato nullo sin dall’origine.
A chiarire le implicazioni della norma è il presidente dell’ADOC Basilicata, Canio D’Andrea, che sottolinea come il provvedimento introduca un divieto generale alle promozioni telefoniche e via SMS, fatta eccezione per i casi in cui il consumatore abbia richiesto esplicitamente il contatto oppure sia già cliente con consenso documentato e tracciabile.
Tra le novità più rilevanti figura anche l’obbligo per gli operatori di utilizzare numerazioni identificabili e non anonime, così da rendere immediatamente riconoscibile la provenienza delle chiamate.
La riforma ribalta inoltre il principio dell’onere della prova: non sarà più il consumatore a dover dimostrare di aver accettato l’offerta, ma spetterà alle aziende documentare la piena legittimità del contatto iniziale e dell’intero processo di attivazione.
In caso di violazioni, oltre alla nullità del contratto, i cittadini potranno attivare procedure di conciliazione presso l’ARERA e presentare segnalazioni al AGCOM e al Garante per la protezione dei dati personali.
L’ADOC invita i consumatori a non accettare passivamente proposte contrattuali ricevute per telefono e a verificare sempre la correttezza delle condizioni di attivazione.
“I nostri sportelli sono a disposizione per controlli e assistenza sulle chiamate ricevute e per avviare le procedure di tutela”, ha spiegato D’Andrea, ricordando che è possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Potenza (Centro Sociale Malvaccaro) e Matera (via degli Aragonesi).