“Fare Scena”, la magia del teatro in mostra: omaggio a Paolino Libralato tra bozzetti e grandi produzioni internazionali

FRATTA POLESINE (RO) – La scenografia teatrale come arte del trasformare lo spazio e del dare vita, ogni sera, a mondi destinati a scomparire per poi rinascere altrove. È questo il cuore di “Fare Scena”, la mostra dedicata al lavoro di Paolino Libralato, inaugurata nell’ambito della 27ª edizione di Sorsi d’Autore a Villa Badoer.
L’esposizione, visitabile fino al 16 agosto negli spazi della Villa Badoer, celebra il “fare” scenografico come gesto creativo e artigianale, attraverso il percorso professionale di uno dei più importanti scenografi realizzatori italiani.
Nato a Noale, in provincia di Venezia, Libralato vanta oltre quarant’anni di carriera e collaborazioni con alcuni dei più prestigiosi teatri del mondo, tra cui la Scala di Milano, il Metropolitan di New York e l’Opéra di Parigi. Nel corso della sua attività ha lavorato accanto a registi e scenografi di fama internazionale, contribuendo alla realizzazione di produzioni firmate da nomi come Bob Wilson, Beni Montresor e Jérôme Savary.
La mostra, curata da Simone Azzoni e realizzata da Fondazione Aida ETS in collaborazione con la Provincia di Rovigo, offre un percorso immersivo tra bozzetti, fotografie, elementi scenici e materiali di laboratorio. L’obiettivo è quello di svelare il “dietro le quinte” del teatro, spesso invisibile al pubblico ma fondamentale per la costruzione dell’immaginario scenico.
L’allestimento si sviluppa all’interno della Villa veneta, patrimonio Unesco, dove l’architettura palladiana del piano nobile e delle barchesse laterali diventa parte integrante dell’esperienza espositiva, trasformandosi in un vero e proprio spazio teatrale.
Tra le opere esposte figurano le scenografie realizzate per l’Aida dell’Opera di Roma, i progetti per il Capodanno del Teatro La Fenice di Venezia, le ambientazioni ispirate a Canaletto, i fondali per l’Opéra Garnier di Parigi e i tulle de “Le Villi” per il Teatro Lirico di Cagliari. Spicca inoltre un grande fondale scenografico disteso sulla scalinata principale, realizzato su progetto di Luisa Spinatelli per una serata di gala al Teatro alla Scala.
“Quando arriva un progetto apro la busta e scopro cosa mi aspetta. A volte è una gioia immediata, altre volte capisco che sarà una sfida complessa”, racconta Libralato. “Non sempre sento subito mio ciò che devo realizzare, ma lavorando il progetto cresce, diventa parte di me. È in quel processo che nasce l’innamoramento e si costruisce l’anima della scena”.
Un racconto che restituisce tutta la dimensione artigianale e poetica della scenografia teatrale, tra tecnica, immaginazione e trasformazione continua dello spazio scenico.