POLITICA

Sanità in Basilicata, il grido d’allarme da Senise: «Sulle Case della Salute scelte sbagliate, questo territorio ha diritto all’HUB»

Dall'atto d'accusa di Armando Roseti e dall'analisi del Gruppo di Lavoro con Nicola Donadio, fino alla disamina del vicepresidente Chiorazzo, al saluto istituzionale della Sindaca Castronuovo e alle conclusioni di Gianni Rondinone. La comunità si compatta contro il depotenziamento dei servizi nelle aree interne.

SENISE (PZ) – La difesa della sanità pubblica e il rilancio dell’assistenza territoriale si confermano il principale terreno di scontro politico in Basilicata. In un affollato incontro pubblico a Senise, amministratori locali, professionisti del settore e cittadini si sono confrontati sul futuro dell’assistenza sanitaria nella valle del Sinni, accendendo i riflettori sulle storture dell’applicazione regionale del DM 77/2022 (la riforma della sanità territoriale) e sulla classificazione della locale Casa della Salute.

Dalla discussione è emerso un fronte comune e unanime: la richiesta alla Giunta regionale di un cambio di rotta immediato che restituisca dignità e servizi a un’area interna strategica.

L’apertura dei lavori: Armando Roseti e la mobilitazione che parte da lontano

Ad aprire l’incontro è stato Armando Roseti, che ha tracciato una linea di continuità storica della vertenza, ricordando come la mobilitazione della comunità e delle forze politiche locali non nasca oggi, ma sia il frutto di una battaglia coerente iniziata già a maggio del 2022, momento in cui emersero le prime avvisaglie dei tagli e delle incongruenze nella pianificazione sanitaria regionale.

Nel suo intervento, Roseti ha evidenziato la necessità di non abbassare la guardia di fronte a quello che viene percepito come un progressivo scivolamento dei servizi verso il privato, rivendicando la centralità storica e geografica di Senise nella valle del Sinni e invitando la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione.

Il focus tecnico: Nicola Donadio illustra le carenze del Senisese

L’analisi strettamente medica e organizzativa è stata affidata a Nicola Donadio, in rappresentanza del Gruppo di Lavoro Sanità del Senisese. Donadio ha tradotto in dati ed esempi pratici il disagio quotidiano dei pazienti e degli operatori sanitari dell’area.

Dal tavolo del Gruppo di Lavoro è emersa la denuncia per la cronica carenza di medici di medicina generale, la scarsità di specialisti ambulatoriali e l’assenza di strumentazioni diagnostiche di prossimità moderne, che costringono l’utenza a spostamenti lunghi e costosi verso i centri maggiori. Donadio ha evidenziato come la Casa della Salute non possa ridursi a un mero cambio di targa su un edificio, ma debba essere riempita di contenuti, personale e tecnologie adeguate a un territorio morfologicamente svantaggiato.

Il collasso del sistema regionale: liste d’attesa e un passivo da 190 milioni

Il quadro macroeconomico e strutturale è stato delineato dal vicepresidente del Consiglio Regionale, Angelo Chiorazzo, che ha fotografato il fallimento della gestione sanitaria lucana:

«I tempi per una visita specialistica arrivano a superare i due anni, con prime date utili nel 2028. Una situazione che spinge inevitabilmente i cittadini verso il privato o verso i pronto soccorso fuori regione».

La Basilicata registra oggi un passivo pesante: 140 milioni di euro per la migrazione sanitaria (ricoveri fuori regione) a cui si sommano altri 50 milioni di disavanzo interno. Sotto accusa la politica dei “bonus” (come il bonus gas generalizzato) che, secondo l’opposizione, avrebbe dovuto concentrarsi sui ceti più bisognosi ed evitare di sottrarre fondi alla sanità. Un indebolimento strutturale ricondotto anche agli effetti centralizzatori della Riforma Pittella del 2017, che ha intasato il San Carlo di Potenza svuotando i presidi periferici.

Il paradosso di Senise: il finanziamento più alto, ma la struttura resta “Spoke”

L’applicazione del DM 77 da parte della Giunta regionale mostra profonde contraddizioni. Chiorazzo, che ha avviato un monitoraggio ispettivo su tutte le 17 Case della Salute aperte e i 2 cantieri previsti in Basilicata, ha evidenziato gravi errori di pianificazione. La norma nazionale prevede che i presidi territoriali sorgano lontano dagli ospedali; nella provincia di Potenza, invece, due dei quattro Hub scelti (Potenza e Lagonegro) ospitano già un ospedale.

Il caso più eclatante è proprio Senise. Dati alla mano, Senise ha ottenuto lo stanziamento economico più alto in assoluto della regione: ben 6.640.000 euro. Nonostante questo primato economico, la Regione ha classificato la struttura come semplice Spoke (presidio sussidiario) e non come Hub (centro principale dotato di risonanze, laboratori e specialisti). Netta la replica di Chiorazzo all’Assessorato alla Salute:

«Non accettiamo l’affermazione secondo cui “non vi sarebbe differenza tra Hub e Spoke”. A parità di condizioni, e vista l’entità dei fondi stanziati, il territorio di Senise ha pieno diritto a ricevere una Casa della Salute classificata come HUB».

Il saluto istituzionale della Sindaca Eleonora Castronuovo

Nel corso dell’incontro è intervenuta per un saluto istituzionale la Sindaca di Senise, Eleonora Castronuovo, esprimendo il pieno sostegno dell’amministrazione comunale alla mobilitazione e ringraziando i presenti per aver scelto Senise come centro di questo dibattito vitale.

La prima cittadina ha ribadito che la difesa della salute pubblica non ha colore politico, ma rappresenta un diritto costituzionale inalienabile da difendere a tutela dell’intero comprensorio. Castronuovo ha confermato la volontà dell’amministrazione di vigilare e fare pressione sulla Regione affinché il territorio non venga scippato dei servizi medici essenziali.

Le conclusioni di Gianni Rondinone: «Senza servizi le aree interne muoiono»

A chiudere l’incontro è stato l’intervento di Gianni Rondinone, segretario regionale di Sinistra Italiana, che ha unito la rivendicazione sanitaria alla tenuta demografica e sociale della Basilicata. Rondinone ha lodato la fermezza della comunità locale e la presenza della Sindaca Castronuovo, che dimostra di presidiare la vertenza restando “sulla partita” a difesa dei propri cittadini:

«La sanità e i servizi essenziali sono dirimenti per le aree interne di questa nazione e della Basilicata in particolare. Se verranno meno, non saranno solo i giovani ad andarsene, ma anche le persone della mia età dovranno interrogarsi se continuare a vivere in questo territorio».

Il segretario ha spiegato che Sinistra Italiana sta conducendo indagini mirate in tutta Italia in collaborazione con le università per mappare i reali bisogni delle zone periferiche, citando i dibattiti in corso in comuni lucani come Senise e San Mauro.

Infine, Rondinone ha lanciato un appello politico di unità, elogiando l’azione in Consiglio Regionale di Piero Marrese (citato nel lapsus del discorso come “presidente Chiorazzo”) e invocando una maggiore coesione delle forze progressiste: «Se il centrosinistra fosse più unito, forse riusciremmo a portare a casa il risultato».

La sfida alla Giunta regionale rimane aperta: per la comunità del Senisese, la classificazione della Casa della Salute come HUB non è una richiesta di campanile, ma un diritto supportato da un investimento di oltre sei milioni di euro.

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