A Bari e Trani torna, per la sua 4° edizione, il Festival Pianistico Internazionale del Mediterraneo

Dall’8 al 30 novembre 2026 la Puglia torna ad essere un grande crocevia internazionale della musica, ospitando il 4° Festival Pianistico Internazionale del Mediterraneo, una delle manifestazioni più ambiziose e riconoscibili del panorama pianistico europeo.
Due città, Trani e Bari, unite da un unico filo sonoro: quasi un mese di appuntamenti, con trenta eventi tra concerti, recital, musica da camera, progetti interdisciplinari, forum, giornate di studio e innovation project, cui si aggiungono masterclass e percorsi di alto perfezionamento pianistico.
Il Festival Pianistico Internazionale del Mediterraneo, con la direzione artistica di Massimiliano Monopoli, è organizzato e promosso dall’associazione culturale e musicale Hermes ETS e dall’Accademia Filarmonica del Mediterraneo, con il sostegno del Ministero della Cultura (Fondo FNSV – Musica) e della Regione Puglia, “POC Puglia 2021-2027 – Linea d’intervento 6.2 – Intervento finanziato con risorse del Fondo di rotazione”, confermandosi come un progetto capace di coniugare radicamento territoriale e respiro internazionale.
Nato con l’obiettivo di riportare la Puglia al centro delle grandi rotte della musica classica, il festival ha saputo conquistare in pochi anni un ruolo sempre più significativo nel circuito delle grandi rassegne pianistiche, accanto ai modelli europei che fanno del pianoforte non solo uno strumento solistico, ma un vero laboratorio culturale.
Nel panorama dei festival internazionali, il progetto pugliese si distingue per una vocazione precisa: fare del Mediterraneo non una semplice cornice geografica, ma un luogo simbolico di incontro tra scuole, tradizioni, generazioni e linguaggi. Il pianoforte diventa così una sorta di atlante sonoro, capace di attraversare epoche, stili, poetiche, geografie e immaginari diversi.
L’edizione 2026 allarga ulteriormente questa prospettiva, presentando il pianoforte in tutte le sue possibili declinazioni: il recital solistico, la musica da camera, il concerto con orchestra, il dialogo con la voce, con il teatro, con la danza, con la composizione contemporanea e con le nuove forme della performance.
Un percorso che si muove tra tradizione e ricerca, tra il grande repertorio e la sperimentazione, tra i maestri consacrati della scena mondiale e i giovani interpreti destinati a imporsi nel concertismo internazionale.
La prima parte del festival si terrà a Trani, all’Auditorium San Luigi, dall’8 al 15 novembre, con una sezione fortemente dedicata alle star del futuro e alla formazione di alto livello. Ad aprire il cartellone sarà, domenica 8 novembre, International Young Star I, progetto con pianoforte e orchestra dedicato alla scuola pianistica di Minhae Lee, con l’Orchestra Filarmonica del Mediterraneo diretta da Giuseppe Monopoli.
Il 10 novembre la giornata si articolerà in tre appuntamenti: il recital di Anna Harper, con un programma che attraversa Haydn, Schumann, Ravel e la luminosa energia iberica della Fantasía Bética di De Falla; il progetto Fluxus and Happening, maratona musicale delle arti performative interattive; e il recital di Sebastian Herrera, tra Albéniz, Bach e Schubert.
Il 12 novembre sarà la volta della musica da camera con Emanuele La Marca al violoncello e Giuseppe La Marca al pianoforte, impegnati in Stravinskij, Prokofiev e Fauré, mentre in serata Eloisa Cascio proporrà un itinerario fra Debussy, Ravel e Chopin. Il 13 novembre toccherà ai recital di Artem Stovbun e Sofiya Petrova, con pagine di Schumann, Liszt, Schubert, Chopin, Skrjabin e Prokofiev.
Il 15 novembre, ancora con l’Orchestra Filarmonica del Mediterraneo, International Young Star II metterà al centro la scuola pianistica di Pierluigi Camicia, con i solisti Rebecca Ventrella, Vito Saulle e Michele Argentieri impegnati in concerti di Mozart, Mendelssohn e Liszt.
Dal 16 novembre il festival approderà al Teatro Kursaal Santalucia di Bari, dove si alterneranno alcune tra le personalità più prestigiose della scena internazionale. L’apertura barese sarà affidata a Marc-André Hamelin, autentica leggenda vivente del pianoforte, artista capace di unire una tecnica prodigiosa a una rara profondità musicale. Il suo recital attraverserà pagine di Weinberg, Chopin, Enescu, Debussy ed Earl Wild, con le spettacolari Seven Virtuoso Etudes on Gershwin Songs: un programma che sembra costruito per riflettere la sua identità di interprete, sospesa tra il grande repertorio, la riscoperta di territori meno battuti e il virtuosismo come forma di pensiero musicale.
Il 17 novembre sarà la volta di Anna Fedorova, pianista ucraina tra le più amate dal pubblico internazionale, capace di coniugare intensità lirica, lucidità formale e grande naturalezza comunicativa. Il suo programma accosterà la Sonata in fa minore op. 57 Appassionata di Beethoven, una delle vette più drammatiche e incandescenti del pianismo beethoveniano, ai Tre Intermezzi op. 117 di Brahms, pagine tarde, raccolte e introspettive, per poi approdare al mondo multiforme e teatrale del Carnaval op. 9 di Schumann, straordinaria galleria di maschere, personaggi e stati d’animo.
Il 18 novembre il festival intreccerà ricerca musicologica e valorizzazione del patrimonio pugliese con la Giornata di Studi Musicologici “Musica nelle corti iberiche, Paisiello tra Spagna e Portogallo”, a cura di Annamaria Bonsante, dedicata alla nuova edizione critico-performativa del Keyboard Concerto n. 2 R.9.11 di Giovanni Paisiello, commissionata dal festival. In serata, lo stesso asse storico e culturale troverà compimento nel concerto I concerti per pianoforte e orchestra di Paisiello, con Francesco Nicolosi nella doppia veste di pianista e direttore e l’Orchestra Filarmonica del Mediterraneo: in programma l’Ouverture da Proserpina, il Concerto n. 2 di Paisiello e il Concerto in Re maggiore Hob. XVIII:11 di Haydn, pagina di elegante equilibrio classico e brillantezza strumentale.
Il 19 novembre il festival si aprirà al teatro e alla danza con L’Histoire du soldat di Stravinsky, affidata alla voce recitante di Patrizia Labianca, alla danza di Mimmo Linsalata e Simona Bottalico, e al pianoforte di Piero Cassano, con regia di Labianca e coreografia di Giusy Colamartino.
Il 20 novembre spazio prima alla giovane pianista Kateryna Ukhatiuk, con Liszt e Albéniz, e poi al duo pianistico formato da Igor Roma e André Gallo, impegnato in Mozart, Brahms, Shostakovich e Poulenc: un programma che attraversa la scrittura per due pianoforti dal classicismo alla modernità, tra simmetria, colore, ironia e slancio concertante.
Il 21 novembre sarà protagonista Wataru Mashimo, con un recital che accosta Scarlatti, Mozart, Chopin, Schumann, Debussy e Bartók, mentre il 22 novembre arriverà uno degli appuntamenti più attesi dell’intera edizione: Gidon Kremer, figura leggendaria del violino contemporaneo, interprete dalla personalità inconfondibile e da sempre vicino alla musica del nostro tempo.
Con lui ci saranno Katrīna Anna Pelnēna alla viola, Mauro Paolo Monopoli al violoncello e Massimiliano Monopoli al pianoforte, in un programma cameristico di forte intensità poetica, con musiche di Ennio Morricone, Schubert, Weinberg e Kancheli. Un concerto che tiene insieme memoria, spiritualità, Novecento e contemporaneità, nel segno di un fare musica inteso come atto etico oltre che estetico.
Il 23 novembre il cartellone proporrà il recital di Carmen Sottile, tra Chopin, Liszt e Ravel, e il concerto cameristico del duo formato dal flautista Agharahim Gouliyev e dal pianista Eldaniz Alakbarzade, con Debussy, Fauré, Liszt e Reinecke. Il 24 novembre sarà invece interamente dedicato alle Nuove Musiche, con la Giornata di Studi “Piano and Contemporary Music”, curata da Paolo Ponzio, Giacomo Fronzi, Riikka Talvitie, Robert Fleitz e Nicola Monopoli, e con il concerto serale Piano Contemporary Music, dedicato alle nuove musiche e a giovani compositori finlandesi e italiani, in collaborazione con Soundink ed Ears Open. Una sezione che conferma la volontà del festival di guardare non soltanto alla grande tradizione, ma anche alle forme del presente e del futuro.
Il 25 novembre il programma metterà insieme due direzioni diverse del pianismo: al mattino il recital di Uicheol Uhm, con Bach, Haydn e la Wanderer-Fantasie di Schubert; in serata le Declamazioni musicali, dedicate a Franz Liszt e al rapporto tra pianoforte e testo letterario, con Rocco Capri Chiumarulo voce recitante e Giuseppe Fiorentino al pianoforte. In programma pagine rare come Der traurige Mönch, Des toten Dichters Liebe, Der blinde Sänger e Lenore, su testi di Nikolaus Lenau e Mór Jókai: un capitolo prezioso, che recupera una forma oggi poco frequentata ma di grande fascino, sospesa fra melologo, teatro da camera e invenzione romantica.
Il 26 novembre sarà la serata di Sergei Babayan, uno dei massimi pianisti del nostro tempo, interprete venerato per la qualità del suono, la profondità poetica e una cultura musicale vastissima. Il suo recital, costruito come un grande viaggio intorno all’idea di canto, attraverserà trascrizioni e pagine di Schubert, Schumann, Liszt, Rachmaninoff, Mompou, Komitas, Sibelius, Poulenc, Fauré, Trenet, Gershwin e molti altri autori. Un programma quasi enciclopedico e insieme intimissimo, che trasforma il pianoforte in voce, memoria, racconto, evocazione.
Il giorno successivo, 27 novembre, la dimensione vocale proseguirà con Canti d’amore e di nostalgia, recital per soprano e pianoforte con Chiara Braggion e Piero Cassano, tra Tosti, Respighi, Rodrigo, Ravel, Hahn e Richard Strauss. In serata, il Nexus Piano Trio, formato da Agostino Napolitano al clarinetto, Emilio Mottola al violoncello e Gennaro Musella al pianoforte, proporrà pagine di Mozart, Brahms e Muczynski, attraversando tre secoli di scrittura cameristica. Il 28 novembre Sergei Babayan tornerà al Kursaal in formazione cameristica con il violinista Benjamin Baker e la violoncellista Sujari Britt, per un programma dedicato a Beethoven e Mendelssohn.
Gli ultimi due appuntamenti, il 29 e 30 novembre, suggelleranno il festival nel segno delle nuove generazioni e del grande repertorio sinfonico-concertante. Il 29 novembre la pianista Jessica Yuma sarà protagonista di un recital con musiche di Chopin, Busoni e Brahms. Il 30 novembre il gran finale vedrà la pianista sudcoreana Suah Ye, vincitrice di importanti riconoscimenti internazionali (tra cui l’International Tchaikovsky Competition for Young Musicians), esibirsi con l’Orchestra Filarmonica del Mediterraneo diretta da Alberto Maniaci. In programma la Sinfonia n. 2 di Beethoven e il Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 di Schumann, capolavoro in cui il virtuosismo si fonde con una scrittura poetica, dialogica e profondamente romantica.
Accanto ai concerti, il festival proporrà anche le attività formative dei Pianolab: dall’8 al 10 novembre a Trani con Minhae Lee, il 16 novembre con Anna Fedorova e il 26 e 27 novembre a Bari con Pierluigi Camicia. Un tassello essenziale della rassegna, che conferma la sua attenzione alla crescita dei giovani pianisti e al dialogo diretto con grandi interpreti e docenti di livello internazionale.
Quattro le tipologie di abbonamento già in vendita, sulla piattaforma diyticket: quello per tutti i concerti a Trani dall’8 al 15 novembre, e quello per tutti i concerti a Bari dal 16 al 30 novembre. Per i concerti al Kursaal Santalucia si possono sottoscrivere anche abbonamenti per i concerti dal 16 al 23 novembre, e dal 23 al 30 novembre.