CRONACA

Strage tra braccianti ad Amendolara: tensione per le condizioni di vita tra le ipotesi sul movente

Sarebbero le condizioni di sovraffollamento nell’alloggio condiviso uno degli elementi alla base della violenta lite culminata nella strage avvenuta lunedì ad Amendolara, nel Cosentino.

Secondo quanto riportato nel provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per i due indagati, il conflitto sarebbe nato da una discussione legata alla convivenza in spazi ristretti.

Nel dettaglio, agli atti dell’indagine emergerebbe che alcuni lavoratori avrebbero manifestato disagio per la situazione abitativa, descritta come particolarmente critica per il numero elevato di persone costrette a condividere lo stesso ambiente.

Per l’omicidio sono stati arrestati due cittadini pakistani, Ahmed Safeer e Ali Raza. La lite, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe scoppiata nelle prime ore del giorno tra una delle vittime e Safeer. L’episodio sarebbe stato riferito agli investigatori da un conoscente di Raza, che avrebbe appreso i fatti direttamente da uno degli indagati.

Durante la colluttazione, Safeer avrebbe riportato una contusione allo zigomo, circostanza che avrebbe spinto l’altro indagato a contattare le forze dell’ordine nel tentativo di interrompere la rissa.

Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e le responsabilità individuali all’interno del gruppo di lavoratori coinvolti.

Pulsante per tornare all'inizio