Migrazione, energia e casa: il Governo accelera sulle riforme. Nessun nuovo bonus in arrivo contro il caro bollette

Il Consiglio dei ministri si prepara ad approvare il decreto legge di recepimento del Patto europeo su migrazione e asilo, mentre sul fronte dell’emergenza energetica non sono previste, almeno nell’immediato, nuove misure di sostegno per famiglie e imprese.
Nei giorni scorsi si erano diffuse indiscrezioni sull’ipotesi di introdurre un voucher destinato alle fasce più vulnerabili della popolazione, ma il tema non figura tra i provvedimenti all’esame dell’esecutivo. Per quanto riguarda invece la riduzione delle accise sui carburanti, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiarito che non sarà necessario alcun intervento del Consiglio dei ministri: basterà un decreto ministeriale.
Al termine del question time alla Camera, il titolare del Tesoro ha spiegato che gli attuali sconti fiscali scadranno il 6 del mese e che il Governo utilizzerà il meccanismo delle cosiddette “accise mobili” per decidere l’eventuale proroga. La valutazione definitiva dipenderà dalle risorse disponibili e dall’andamento dei mercati energetici.
Giorgetti ha inoltre sottolineato che gli spazi di flessibilità concessi dall’Unione Europea dovranno essere impiegati con attenzione. L’obiettivo, ha precisato, è individuare strumenti efficaci per sostenere i nuclei familiari e le attività produttive maggiormente esposte agli aumenti dei costi energetici, evitando interventi poco mirati.
Sul piano fiscale, il ministro ha annunciato l’intenzione di inserire nella prossima legge di bilancio una revisione delle norme relative al 5 per mille. La proposta punta a garantire una corrispondenza costante tra le scelte effettuate dai contribuenti e le somme effettivamente distribuite agli enti beneficiari, rafforzando al tempo stesso i controlli sull’utilizzo delle risorse.
Secondo i dati comunicati dall’Agenzia delle Entrate, per il 2025 sono stati ammessi al riparto del 5 per mille oltre 96 mila soggetti, per un valore complessivo superiore a 602 milioni di euro. Giorgetti ha evidenziato la necessità di monitorare con maggiore efficacia la destinazione dei fondi, così da prevenire eventuali irregolarità e garantire il raggiungimento delle finalità sociali previste dalla normativa.
Sul tema dell’emergenza abitativa è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, annunciando l’imminente nomina del commissario straordinario incaricato di coordinare il Piano Casa. Il vicepremier ha ricordato che le competenze in materia di assegnazione degli alloggi pubblici restano in capo alle Regioni, ma ha ribadito l’impegno del Governo nel favorire il recupero degli immobili inutilizzati e l’ampliamento dell’offerta abitativa destinata alle fasce più fragili.
Salvini ha inoltre espresso fiducia nella possibilità di erogare entro l’anno i primi 5 mila contributi destinati ai genitori separati in difficoltà economica. Ha poi citato alcune iniziative legislative regionali, in particolare in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, finalizzate a valorizzare criteri legati alla permanenza sul territorio e alla stabilità lavorativa nelle graduatorie per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica.
Il ministro dei Trasporti ha affrontato anche il tema dell’innovazione nelle autoscuole, spiegando che l’attuale quadro normativo non consente ancora l’utilizzo dell’e-learning per la formazione teorica. La questione è stata però inserita nel percorso di revisione del Codice della Strada, con l’obiettivo di modernizzare il sistema senza compromettere la qualità dell’insegnamento e la sicurezza della preparazione dei futuri conducenti.
Infine, durante il question time è intervenuta anche la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, che ha richiamato l’attenzione sulla tutela dei minori nell’ambiente digitale. La ministra ha ricordato che l’Italia è stata tra i primi Paesi europei a introdurre sistemi di verifica dell’età per impedire ai minori l’accesso ai siti pornografici, grazie alle disposizioni contenute nel decreto Caivano.
Roccella ha però evidenziato come una recente sentenza del Tar del Lazio abbia richiesto ulteriori adempimenti tecnici prima dell’entrata a regime del sistema. Secondo la ministra, la protezione dei giovani non può limitarsi a divieti e restrizioni, ma deve passare anche attraverso un vasto programma di educazione digitale rivolto a famiglie, scuole e comunità educanti.
Per il Governo la sfida è costruire un ecosistema online più sicuro e adatto ai minori, coinvolgendo istituzioni, operatori tecnologici e piattaforme digitali in un percorso condiviso di responsabilità e formazione.