POLITICA

Pittella: “Siamo chiamati a essere generazioni costituenti”

In occasione degli 80 anni della Repubblica, il Presidente del Consiglio regionale: “Le istituzioni democratiche funzionano se producono risultati concreti e se i cittadini continuano a riconoscere in esse uno strumento per governare l’interesse pubblico”

“La Repubblica italiana ha ottant’anni. È una democrazia che ha attraversato il tempo senza perdere i propri fondamenti, ma la durata non è di per sé una garanzia.

Le istituzioni democratiche funzionano se producono risultati concreti e se i cittadini continuano a riconoscere in esse uno strumento efficace per governare l’interesse pubblico.” Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, che aggiunge: “Il voto del 2 giugno 1946 segnò una discontinuità netta.

Per la prima volta parteciparono a una consultazione nazionale anche le donne, una scelta che rese la democrazia universale. In quella stessa giornata gli italiani e le italiane elessero l’Assemblea Costituente, chiamata a dare forma ai principi e alle regole della nuova Repubblica.

L’Italia scelse di ripudiare il fascismo e ogni altra forma di autoritarismo, fondando la propria convivenza civile sui valori democratici.”

“Sono principi che si misurano oggi – sottolinea Pittella – nella capacità delle istituzioni di ridurre i divari territoriali, di garantire accesso ai servizi, di tradurre le decisioni pubbliche in effetti reali sulla vita delle persone e si esercitano nel Parlamento, si proiettano nell’integrazione europea e si declinano attraverso i Consigli regionali e comunali, dove la rappresentanza deve tradursi in decisioni concrete.

La misura non è nelle dichiarazioni ma negli effetti.”

“Ottant’anni dopo – conclude Pittella – la scelta repubblicana chiede ancora di essere onorata. Siamo tutti chiamati a essere generazioni costituenti, capaci di rinnovare i principi della Repubblica nelle sfide del nostro tempo.”

 

 

 

 

 

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