Ordigno e minacce contro il cronista Adriano Cappellari: nel mirino anche Meloni e don Patriciello

ENEGO (VICENZA) – Un grave episodio intimidatorio ha colpito nella notte l’abitazione di Adriano Cappellari, ventenne giornalista vicentino collaboratore del quotidiano Il Giornale di Vicenza e del quindicinale L’Altopiano. Il giovane cronista è noto a livello nazionale per il suo impegno nel raccontare la complessa realtà di Caivano e per il sostegno alle iniziative anti-camorra promosse da don Maurizio Patriciello.
Poco dopo la mezzanotte, ignoti hanno lanciato una o più bottiglie incendiarie contro la casa del giornalista, lasciando inoltre alcune bombole di gas nelle vicinanze. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Enego e i vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a disinnescare alcune bombolette rimaste inesplose.
Davanti all’abitazione è stata rinvenuta anche una lettera contenente fotografie e messaggi minatori rivolti non solo a Cappellari, ma anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello. Il giornalista aveva già ricevuto nei mesi scorsi diverse lettere anonime con minacce e inviti a interrompere la propria attività professionale, corredate da fotografie e riferimenti diretti ai suoi articoli e alle persone raccontate nei suoi servizi.
Secondo le prime ricostruzioni, ad agire sarebbe stata una sola persona. Il sito de L’Altopiano riferisce che le telecamere di videosorveglianza privata avrebbero immortalato, intorno alle 23.30 di ieri sera, un uomo con il volto coperto entrare nell’area pochi istanti prima dell’esplosione e depositare a terra un pacco. Al momento dei fatti Cappellari si trovava da solo in casa ed era appena rientrato dopo aver trascorso la serata da alcuni conoscenti.
Le prime lettere intimidatorie indirizzate ad Adriano Cappellari risalgono al febbraio scorso. Già allora le missive contenevano minacce rivolte a don Maurizio Patriciello e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I messaggi anonimi erano arrivati dopo la pubblicazione di alcuni articoli dedicati al sacerdote di Caivano. Analoghe intimidazioni erano state recapitate anche alla redazione de L’Altopiano, con la richiesta di far cessare l’attività del collaboratore.
Don Maurizio Patriciello ha condiviso sulla propria pagina Facebook una fotografia che lo ritrae insieme a Cappellari nella chiesa di Caivano, affiancandola all’immagine dei danni provocati dall’esplosione avvenuta nella notte. Nello scatto i due appaiono sorridenti, simbolo di un rapporto consolidato dal comune impegno nel raccontare e contrastare le realtà segnate dalla criminalità.
Meloni: «Attacco irricevibile alla libertà di stampa»
«Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari, oggetto questa notte di una gravissima azione intimidatoria nella sua abitazione a Enego. Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione», ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La premier ha aggiunto di essere certa che il giovane giornalista non si lascerà intimidire e continuerà a svolgere il proprio lavoro con coraggio e determinazione, esprimendo vicinanza anche alla sua famiglia e alla redazione de L’Altopiano.
Odg Veneto: «Nessun luogo è immune dalla violenza»
Sull’accaduto è intervenuto anche l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, che ha espresso solidarietà al cronista. «Il nuovo atto intimidatorio, il secondo in poco tempo, dimostra ancora una volta che non esistono luoghi immuni dalla violenza, nemmeno nel nostro Veneto, e che l’impegno contro la criminalità organizzata non deve avere confini», si legge nella nota diffusa dall’Ordine.
L’organismo ha inoltre sottolineato come il giovane giornalista sia da tempo nel mirino di ignoti che accompagnano minacce e gesti intimidatori con messaggi contro chi si impegna per il riscatto delle comunità segnate dall’illegalità.