POLITICA

Assessore Cicala: percorso europeo per il comparto apistico

L’assessore regionale all’Agricoltura esalta il miele “Made in Basilicata” in occasione dell’avvio delle attività del progetto europeo INTERREG Grecia-Italia “BIOCHAIN”, che vede ALSIA impegnata nel coinvolgimento degli apicoltori lucani in un’attività di ricerca dedicata alla qualità.

«Dietro ogni miele ci sono territori, fioriture, ecosistemi e lavoro agricolo. Con il progetto BIOCHAIN la Basilicata partecipa a un percorso europeo che punta a trasformare questa ricchezza in conoscenza scientifica e nuove opportunità per il comparto apistico regionale».

Lo dichiara l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, in merito all’avvio delle attività del progetto europeo INTERREG Grecia-Italia “BIOCHAIN”, che vede ALSIA impegnata nel coinvolgimento degli apicoltori lucani in un’attività di ricerca dedicata alla qualità, alla tracciabilità e alla biodiversità del miele prodotto in Basilicata.

Il progetto prevede analisi chimico-fisiche e studi sull’origine botanica dei mieli regionali, con l’obiettivo di costruire una banca dati scientifica utile a rafforzare la conoscenza delle produzioni apistiche lucane e delle caratteristiche ambientali dei territori da cui provengono.

L’iniziativa rientra nelle attività europee dedicate alla bioeconomia sostenibile e alla tutela della biodiversità e consentirà di mettere in relazione le caratteristiche dei mieli con la flora nettarifera presente nelle diverse aree della Basilicata, offrendo strumenti utili alla valorizzazione della filiera.

Agli apicoltori lucani sarà richiesto di partecipare fornendo campioni delle tipologie di miele prodotte negli anni 2025 e 2026, insieme ad alcune informazioni necessarie esclusivamente alle attività scientifiche previste dal progetto.

«La partecipazione degli apicoltori sarà determinante – aggiunge Cicala – perché consentirà di costruire una fotografia precisa della ricchezza ambientale e produttiva della Basilicata attraverso il miele. È un lavoro che mette insieme competenze scientifiche, territorio e imprese agricole, rafforzando la capacità delle nostre produzioni di distinguersi sempre di più per qualità e identità».

Gli operatori che aderiranno al progetto riceveranno gratuitamente i risultati delle analisi effettuate sui campioni conferiti, comprese le analisi del DNA del polline e le verifiche chimico-fisiche sui mieli.

«Si tratta di un’opportunità importante – dichiara Michele Blasi, direttore di ALSIA – per approfondire la conoscenza delle caratteristiche del miele lucano e contribuire concretamente alla crescita della filiera apistica regionale».

«Mettere in rete ricerca scientifica, patrimonio ambientale e lavoro delle imprese agricole può aiutare la Basilicata a rafforzare ulteriormente la riconoscibilità delle proprie produzioni e il valore competitivo delle filiere legate alla biodiversità», conclude Cicala.

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