CULTURA E EVENTI

Confartigianato: Convention Donne Impresa

Una duplice ricorrenza di straordinario valore storico, civile ed economico ha caratterizzato la Convention nazionale di Donne Impresa Confartigianato, svoltasi a Roma presso la sede confederale.

L’evento ha celebrato gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia e, contemporaneamente, gli 80 anni dalla nascita di Confartigianato Imprese: due percorsi paralleli che, dal 1946 ad oggi, hanno contribuito alla crescita della democrazia, della rappresentanza e dello sviluppo economico del Paese.

Ad aprire la giornata è stato il presidente di Marco Granelli, che ha sottolineato come il modello d’impresa artigiano produca non soltanto ricchezza economica, ma anche un fondamentale “Pil sociale”, fungendo da collante tra attività produttive, famiglie e comunità locali.

Granelli ha evidenziato la capacità delle imprenditrici di coniugare tradizione e innovazione, ricordando che l’Intelligenza Artificiale deve restare uno strumento al servizio dell’“Intelligenza Artigiana”.

Ha inoltre richiamato la necessità di riforme legislative adeguate alle sfide dell’artigianato 5.0 e di strumenti finanziari in grado di sostenere le imprese nella transizione digitale e green.

La presidente di Maria Grazia Bonsignore ha introdotto i lavori evidenziando il legame tra impresa, empowerment e welfare, sottolineando come l’emancipazione femminile rappresenti non una rivendicazione di parte, ma un investimento strategico per la crescita collettiva.

Al centro dell’intervento anche il valore del know-how artigiano e la necessità di garantire alle nuove generazioni strumenti adeguati per conciliare lavoro e vita familiare.

Nel messaggio inviato alla Convention, la ministra Eugenia Roccella ha ribadito il ruolo fondamentale delle donne nello sviluppo sociale ed economico del Paese, ricordando l’impegno del Governo sul welfare sussidiario e sugli strumenti di conciliazione vita-lavoro.

Durante i lavori sono stati presentati i dati del rapporto “Donne risorsa strategica dell’economia: imprese, lavoro e welfare”, elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese.

L’analisi conferma il ruolo centrale delle donne nell’economia italiana: le imprenditrici e lavoratrici autonome sono 1 milione e 574 mila e, tra il 2021 e il 2025, l’occupazione indipendente femminile è cresciuta del 9,8%, oltre la media europea del 6,6%.

Il rapporto evidenzia però anche criticità importanti: oltre 43 mila imprese femminili risultano esposte ai rincari nei comparti manifatturieri, alimentari, trasporti e logistica; quasi una figura professionale su due richiesta dalle imprese femminili è di difficile reperimento; permane inoltre il forte divario occupazionale rispetto alla media europea, aggravato dalla carenza di servizi per l’infanzia e dalle difficoltà di conciliazione familiare.

In Basilicata le donne rappresentano una componente significativa del tessuto produttivo artigiano. Sono circa 1.800 le imprese artigiane guidate da donne, pari al 18,6% del totale, mentre le imprese femminili complessive presenti nella regione superano quota 15 mila. Di queste, circa 1.200 operano in provincia di Potenza e 600 in provincia di Matera.

A livello nazionale, alla fine del 2025 le imprese guidate da donne sono 1.302.974, pari al 22,3% del totale, mentre nell’artigianato si contano 218.262 imprese femminili, il 17,7% del comparto.

«I dati confermano che le donne sono una componente strutturale e imprescindibile del nostro sistema economico – dichiara Rosa Gentile –.

È un risultato che parla di competenze, determinazione e capacità di innovare. Allo stesso tempo, la recente flessione nel numero delle imprenditrici ci ricorda che non possiamo abbassare la guardia: servono strumenti concreti per sostenere chi fa impresa, favorire la conciliazione tra vita e lavoro e accompagnare le nuove generazioni verso percorsi imprenditoriali».

«Dietro questi numeri – aggiunge Gentile – ci sono storie di coraggio, professionalità e grande senso di responsabilità. Le imprenditrici artigiane rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale, soprattutto nei servizi alla persona, dove il contributo femminile è decisivo.

Tuttavia il calo registrato nell’ultimo anno ci impone di rafforzare le reti di sostegno, investire in formazione e favorire un contesto che renda davvero sostenibile la scelta di fare impresa.

Oggi più che mai occorre trasformare il valore della presenza femminile nell’economia in una leva stabile di crescita e coesione sociale, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno come la Basilicata».

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