POLITICA

Basilicata Sanità territoriale, ecco i punti della riforma

Il Presidente Bardi: non è la fine ma è l’inizio di un percorso che avrà degli aggiustamenti di volta in volta. L'assessore Latronico: non desertifichiamo, ma riqualifichiamo, non indeboliamo ma fortifichiamo". Nel dettaglio cosa prevede il sistema secondo quanto disposto dal Dm 77/22.

Una sanità che non aspetta il cittadino in corsia, ma gli va incontro sul territorio, mettendo in sicurezza i servizi essenziali e i finanziamenti del PNRR.

Con questo spirito il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha illustrato stamane a Potenza la nuova architettura della medicina territoriale, sottolineando come l’attivazione di Case della Comunità e Centrali Operative non rappresenti un ridimensionamento, ma una riqualificazione necessaria per garantire cure più capillari e moderne in ogni angolo della regione.

All’incontro con i giornalisti hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, il direttore generale del dipartimento Sanità, Domenico Tripaldi, e i direttori generali di Asp e Asm, Giuseppe De Filippis e Maurizio Friolo, per fare il punto su una riforma che entrerà nella sua fase operativa cruciale proprio negli ultimi giorni di maggio.

“Voglio rassicurare i lucani: non è la fine ma è l’inizio di un percorso che avrà degli aggiustamenti di volta in volta”, ha esordito il Presidente Bardi.

Il governatore ha smentito categoricamente le ipotesi di ridimensionamento dei servizi d’emergenza: “Le guardie mediche continuano a essere garantite nella loro attuale distribuzione territoriale mentre si lavora per costruire un modello più avanzato”.

Bardi ha spiegato che la Basilicata si sta adeguando a scadenze nazionali che vedono nel 31 maggio la data cruciale per il controllo degli obiettivi: “Non adeguarci significherebbe esporre la Regione a rilievi ministeriali e al rischio concreto di perdere finanziamenti strategici. Stiamo mettendo in sicurezza il nostro sistema sanitario dentro vincoli e regole precise”.

Il Presidente ha poi riconosciuto le difficoltà legate alla carenza di personale, annunciando nuovi bandi di reclutamento e un forte investimento sulla telemedicina. “Chiedo ai sindaci di essere vicini alla Regione: se siamo uniti potremo ottenere dei risultati”, ha concluso.

L’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, ha rimarcato che il piano nasce dall’esigenza post-Covid di ripensare la medicina di prossimità: “Noi non desertifichiamo, ma riqualifichiamo, non indeboliamo ma fortifichiamo”.

Il nuovo modello prevede l’attivazione di 19 Case della Comunità, articolate in strutture “hub” e “spoke”, dove opereranno in modo integrato medici di famiglia, pediatri, infermieri di famiglia e comunità ed altri specialisti per realizzare l’integrazione sanitaria e sociale.

“L’obiettivo finale è dare risposte sanitarie più veloci e permettere agli ospedali di concentrarsi sulle acuzie”, ha evidenziato l’assessore, ricordando l’investimento sul personale: negli ultimi anni sono state reclutate quasi 800 unità, a cui si aggiungerà la formazione di 500 nuovi infermieri di famiglia e comunità e l’assunzione di 263 unità.

Novità importanti anche per la continuità assistenziale con il ruolo unico della medicina generale che dovrebbe favorire la stabilizzazione dei medici di una parte dei medici di guardia medica.

Le Aziende Sanitarie: tempi e modelli operativi per Potenza e Matera
Per le aziende sanitarie locali sono intervenuti i massimi dirigenti, delineando la tabella di marcia per il raggiungimento dei target ministeriali:

ASP POTENZA – Il Direttore Generale Giuseppe De Filippis ha confermato che non ci sarà alcuna chiusura di presidi, ma una riorganizzazione per far sì che la gran parte delle cure non urgenti avvenga nel comune di residenza. L’infrastruttura conta 4 Centrali Operative Territoriali (COT) già attive, 13 Case della Comunità e 3 Ospedali di Comunità. Il cronoprogramma prevede l’avvio scaglionato dei distretti dal 25 maggio, con il debutto del Numero Unico 116-117 in concomitanza con l’attivazione delle singole Case della Comunità.

ASM MATERA – Il Direttore Generale Maurizio Friolo ha presentato un modello centrato sulla “medicina d’iniziativa”. La rete materana vedrà 3 Case della Comunità “Hub” con continuità H24 (Irsina, Montalbano Jonico, Montescaglioso) e 3 “Spoke” (Ferrandina, Garaguso, Tursi). Il sistema sarà supportato dalle COT di Matera e Policoro e dagli Ospedali di Comunità di Tinchi e Stigliano. “La programmazione in rete è l’unica via per ottimizzare le risorse e far sì che nessun territorio resti indietro”, ha concluso Friolo.
In allegato le slide riassuntive sullo sviluppo della riforma nei territori di competenza delle Aziende sanitarie di Potenza e di Matera, oltre a note riassuntive sulla riorganizzazione.

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