CULTURA E EVENTI

Addio a Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food: il cordoglio delle istituzioni e del mondo della cultura

La scomparsa di Carlo Petrini lascia un segno profondo non solo nel mondo dell’enogastronomia, ma anche nella società civile italiana e internazionale. Fondatore di Slow Food e ideatore di Terra Madre, Petrini ha rivoluzionato il modo di concepire il cibo, trasformandolo in cultura, identità, sostenibilità e rispetto per l’ambiente.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo delle istituzioni, della politica e dell’associazionismo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il valore del suo impegno culturale e sociale: “Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali e sul rispetto dell’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione”.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha definito Petrini “un maestro”, sottolineando come il suo lavoro abbia lasciato “un’impronta che il tempo non cancellerà”. Nel suo messaggio ha ricordato anche il sostegno dato da Petrini al concetto di sovranità alimentare e alla difesa del diritto a un cibo di qualità.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso commozione per la perdita di “un uomo di visione”, capace di trasformare il cibo in uno strumento di dialogo tra culture e popoli. Tajani ha ricordato inoltre il ruolo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nella formazione di giovani provenienti da tutto il mondo.

Parole di grande stima sono arrivate anche dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha definito Petrini “un uomo straordinario” capace di cambiare la cultura agricola mondiale attraverso una visione fondata sulla sostenibilità e sulla dignità del lavoro contadino.

Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, ha ricordato Petrini come “un visionario e un costruttore”, evidenziando la sua capacità di andare controcorrente promuovendo una filosofia della lentezza e della prossimità in un’epoca dominata dalla velocità e dal consumo globale.

Profonda commozione anche da parte di Slow Food, che nel messaggio pubblicato sul proprio sito definisce Petrini “un genio” e uno degli intellettuali più visionari del nostro tempo, capace di dialogare con persone di ogni cultura e provenienza senza mai perdere autenticità e semplicità.

Il rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Nicola Perullo, ha sottolineato l’unicità del suo percorso umano e culturale: “Ha coinvolto tanti livelli di umanità, dagli agricoltori agli accademici. Il suo lascito sarà universale”.

Anche Luca Zaia ha ricordato Petrini come “una delle grandi coscienze civili del Paese”, sottolineando il contributo dato nel valorizzare territori, comunità e tradizioni agroalimentari italiane.

Con Carlo Petrini scompare una figura simbolo della cultura del cibo consapevole e sostenibile, ma resta un’eredità culturale che continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo.

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