POLITICA

Chiorazzo (BCC): “Sanità territoriale nel caos. Bene le rassicurazioni di Bardi, anche se tardive, ma certificano il fallimento della programmazione sanitaria regionale

“Le rassicurazioni arrivate ieri negli incontri, seppur tardivamente ma opportunamente convocati dal Presidente Bardi con i sindaci del Marmo Platano Melandro, non cambiano la sostanza dei problemi che da mesi stanno emergendo nella sanità territoriale lucana”.

Lo dichiara il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo.

“Mentre cresce il malcontento nei territori, il governo regionale continua a rispondere con il solito approccio del ‘tutto a posto’. Ma la realtà racconta altro. Dopo le proteste delle comunità del Senisese-Pollino e del Marmo Platano Melandro, sono sempre più numerosi i sindaci che continuano a denunciare disagi, confusione organizzativa e scelte imposte dall’alto nella riorganizzazione della sanità territoriale e nell’attivazione delle Case di Comunità”.

“Il punto politico vero – prosegue Chiorazzo – è che bisogna assumersi fino in fondo la responsabilità della programmazione regionale avviata nel 2022, recepita dal Consiglio regionale nel 2023 e culminata con l’atto deliberativo aziendale dell’ASP nel 2024.

Era prima di assumere queste decisioni che bisognava confrontarsi seriamente con i comuni, i sindaci, i medici e gli ordini professionali per valutare l’impatto concreto delle scelte organizzative sui territori.

Non oggi, solo per tentare di superare verifiche ispettive ministeriali finalizzate ad accertare il funzionamento delle Case di Comunità che, è bene ribadirlo ancora una volta, tutt’ora non sono funzionanti.

Sta emergendo tutta la debolezza di una programmazione delle Case di Comunità che non garantisce una distribuzione equa e funzionale dei servizi territoriali, soprattutto nelle aree interne.

E questo accade anche perché a dirigere processi così delicati vengono chiamati manager sanitari provenienti da fuori regione, senza una reale conoscenza dell’orografia lucana e delle connessioni tra i territori. La Giunta regionale e il Consiglio regionale devono avere il coraggio di rivedere le proprie scelte e ampliare il numero delle Case di Comunità rispetto a quelle oggi previste.

Nessuno lo vieta. Si tratta semplicemente di decidere su cosa investire davvero le risorse dei lucani per garantire il diritto alla salute e alle cure, oppure continuare – come ormai ci ha abituati l’assessore Latronico – a raccontare una sanità che non c’è”.

Del resto, è lo stesso assessore ad aver ammesso che prima bisogna fare bella figura con gli ispettori, poi eventualmente ci si occuperà dei problemi reali dei lucani. Bene fanno quindi i sindaci e i medici, mai realmente coinvolti nella programmazione dei servizi sanitari territoriali, a sollevare la protesta.

Senza ascolto e condivisione si rischia di costruire soltanto modelli teorici lontani dai bisogni reali delle comunità, come sta già accadendo con il nuovo Piano Sanitario Regionale.

Francamente – aggiunge Chiorazzo – non mi pare che questa sia l’intenzione dell’assessore Latronico, ormai più impegnato a seguire altri progetti e altre operazioni che nulla hanno a che fare con il diritto alla salute dei lucani.

Ridisegnare la sanità territoriale della Basilicata con superficialità, propaganda e rassicurazioni dell’ultima ora rischia di scaricare ancora una volta sui cittadini il prezzo dell’incapacità politica di affrontare davvero i problemi strutturali della sanità regionale.

E tutto questo – conclude Chiorazzo – accade mentre la Basilicata spende oltre 1,3 miliardi di euro all’anno per la sanità, pari a circa un terzo dell’intero bilancio regionale.

Nonostante ciò, oltre 60 mila lucani rinunciano alle cure, aumentano le liste di attesa, cresce la mobilità sanitaria con circa 500 milioni spesi negli ultimi tre anni per ricoveri fuori regione, la telemedicina resta sulla carta e sempre più medici e infermieri scelgono di lavorare altrove. Ma per Latronico continua ad essere comunque tutto a posto”.

 

Pulsante per tornare all'inizio