CRONACA

Basilicata, braccianti ridotti in schiavitù: 12 arresti, smantellata una rete che sfruttava i lavoratori stranieri

In Basilicata, dietro il lavoro nei campi si nascondeva un sistema di sfruttamento disumano. Dodici persone sono state arrestate nella notte al termine di una vasta operazione condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza.

Secondo gli investigatori, i braccianti agricoli venivano reclutati con false promesse e portati in Italia attraverso un uso illecito dei cosiddetti “Decreti Flussi”, lo strumento previsto per l’ingresso regolare dei lavoratori stranieri. Una volta arrivati, però, si ritrovavano intrappolati in condizioni di vita e di lavoro degradanti, senza alcuna tutela e completamente in balia dei loro sfruttatori.

L’inchiesta ha permesso di smantellare una presunta organizzazione criminale transnazionale accusata, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

L’operazione, scattata nelle prime ore del mattino, ha coinvolto le province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco. In campo i Carabinieri dei Reparti Operativi del Comando Provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Roma, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Potenza.

Un’indagine che accende ancora una volta i riflettori sul dramma del caporalato e sulle condizioni di vulnerabilità in cui troppo spesso vivono centinaia di lavoratori stranieri impiegati nell’agricoltura.

Pulsante per tornare all'inizio