POLITICA

Sin, Basilicata all’avanguardia nella sorveglianza sanitaria

Latronico commenta i risultati del forum svoltosi a Matera sul progetto Sintesi. Mappate con precisione le criticità e le potenzialità dei due Siti di Tito e della Valbasento. "I dati raccolti sono la base su cui costruiremo politiche sempre più vicine ai bisogni dei territori".

“Il Progetto Sintesi non è solo una ricerca scientifica, ma un impegno concreto che la Regione assume per trasformare i dati in prevenzione.”
Così l’assessore alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, ha commentato i risultati del forum svoltosi nel pomeriggio del 12 maggio a Matera nella Casa Cava.    Latronico ha sottolineato come il lavoro svolto nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari abbia permesso di mappare con precisione le criticità e le potenzialità dei due Siti di Interesse Nazionale della Basilicata, quello di Tito e quello della Val Basento.

 

In particolare, per la Val Basento l’azione ha riguardato capillarmente i comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.

Allo stato attuale è in fase di elaborazione la ricognizione dei dati di esposizione di popolazione disponibili per ciascuno dei Sin, anche con riferimento ad indagini di biomonitoraggio.

“La nostra priorità – ha spiegato Latronico – è l’istituzione di un sistema di sorveglianza permanente. Grazie alla collaborazione tra l’Arpab, l’Asp, l’Asm, l’Irccs Crob, l’Ufficio Prevenzione Regionale, oltre che dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, abbiamo finalmente integrato i dati ambientali con quelli epidemiologici e socio-economici.

Questo ci permette di agire contro le diseguaglianze e di strutturare programmi di prevenzione primaria e secondaria mirati, con un’attenzione specifica al rischio cardiovascolare e alle patologie croniche”.

“La disponibilità di informazioni accurate – ha concluso Latronico – rappresenta il punto di partenza sia per la realizzazione degli obiettivi di sorveglianza epidemiologica sia per il disegno delle attività di sorveglianza sanitaria sulla popolazione.

I dati raccolti sono la base su cui costruiremo politiche sanitarie sempre più vicine ai bisogni dei territori e dei cittadini che vivono in aree complesse”.

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