Delitto Garlasco, la Procura di Pavia: “Sono 21 gli elementi contro Andrea Sempio”

La Procura di Pavia mette nero su bianco ventuno elementi investigativi che, secondo l’accusa, potrebbero dimostrare la colpevolezza di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi.
Un elenco articolato che comprende presunte menzogne, intercettazioni, ricerche internet, impronte, tracce genetiche e comportamenti ritenuti sospetti dagli investigatori.
Tra gli elementi ritenuti più significativi dai pm figurano le tre telefonate effettuate da Sempio a casa Poggi pochi giorni prima del delitto del 13 agosto 2007.
Per l’accusa, il giovane avrebbe mentito sostenendo di non sapere che Marco Poggi fosse partito per le vacanze. Gli inquirenti ritengono invece che quelle chiamate fossero un tentativo di approccio nei confronti di Chiara, anche attraverso riferimenti a presunti video intimi.
Secondo la Procura, Sempio avrebbe mostrato negli anni “particolare interesse e preoccupazione” per il tema del Dna ritrovato sotto le unghie della vittima, soprattutto durante il processo d’appello bis a Alberto Stasi nel 2014. Gli investigatori citano infatti alcune sue ricerche sul web relative sia al materiale genetico sia all’andamento del procedimento giudiziario.
Nel fascicolo vengono poi richiamati i verbali degli interrogatori. I pm sostengono che Sempio abbia fornito versioni “mendaci” e che, durante un’audizione del 4 ottobre 2008 sul suo alibi, si sarebbe sentito male di fronte a domande più precise. Anche nell’interrogatorio del 2017, secondo l’accusa, avrebbe mentito “facilmente” dopo aver appreso gli elementi raccolti contro di lui.
Uno dei capitoli centrali resta quello scientifico. Gli inquirenti parlano di un Dna “compatibile” con Sempio e “incompatibile” con Stasi sulle unghie di Chiara Poggi, sostenendo che la ragazza si sia difesa durante l’aggressione.
Altro elemento ritenuto rilevante è l’impronta palmare numero 33 trovata sulla parete delle scale della villetta di Garlasco. Per la Procura quella traccia sarebbe riconducibile a una mano “bagnata” e non semplicemente sudata, anche per la reazione alla ninidrina.
Secondo gli accertamenti citati dai magistrati, la palmare sarebbe inoltre compatibile, dal punto di vista antropometrico, con l’impronta di una scarpa insanguinata individuata sul cosiddetto “gradino zero”. Gli investigatori sottolineano anche che la traccia risultava visibile già prima dei trattamenti eseguiti dal Ris di Parma.
Tra gli altri elementi indicati nel dossier compare il presunto mancato alibi per la mattina del delitto. Per i pm lo scontrino presentato in passato non sarebbe sufficiente a escludere la presenza di Sempio sulla scena del crimine. Gli inquirenti sostengono inoltre che il giovane sarebbe tornato davanti alla villetta almeno due volte dopo l’omicidio.
La Procura attribuisce particolare importanza anche ad alcune intercettazioni ambientali e ai soliloqui captati da una microspia installata nell’auto dell’indagato. In quelle conversazioni Sempio avrebbe fatto riferimento ai video intimi e avrebbe manifestato, secondo i magistrati, “risentimento e astio” verso Chiara Poggi, oltre a un interesse “non ricambiato”.
Nel fascicolo si cita inoltre il comportamento tenuto nel febbraio 2025, quando Sempio avrebbe gettato nella spazzatura alcuni appunti ritenuti collegabili all’omicidio. Una ricostruzione contestata dalla difesa e dal giornalista Gianluigi Nuzzi, secondo cui si trattava semplicemente della scaletta di uno spettacolo.
Infine, la Procura descrive Sempio come una persona “ossessionata dal sesso violento” e “irrispettosa della dimensione personale femminile”, richiamando scritti personali e ricerche online considerate coerenti con il profilo delineato dagli investigatori.
L’inchiesta resta comunque nella fase delle indagini e gli elementi elencati dalla Procura dovranno essere valutati nel contraddittorio tra accusa e difesa.