CULTURA E EVENTI

Videocittà Watercult accende il Gazometro: arte digitale, acqua e visioni immersive nel cuore di Roma

Sarà l’acqua, elemento vitale, mutevole e universale, la protagonista della nona edizione di Videocittà Watercult, il Festival della visione e della cultura digitale che dal 10 al 12 luglio tornerà ad animare le notti romane del Gazometro con installazioni immersive, videoarte, musica, performance e incontri dedicati al rapporto tra uomo, ambiente e tecnologia.

Ad aprire il percorso artistico sarà “In Lympha”, suggestiva installazione immersiva ospitata negli spazi dell’Opificio 41, un’opera che celebra l’amore per l’acqua come forza generatrice capace di nutrire, trasformare e dare vita a ogni forma in continua evoluzione.

Tema centrale dell’edizione 2025 è proprio l’acqua, raccontata attraverso linguaggi visivi e sonori differenti che invitano il pubblico a riflettere sul suo valore ecologico, politico e culturale.

Dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento dei mari, fino alla fragilità degli ecosistemi e al rapporto sempre più complesso tra presenza umana e innovazione tecnologica, il festival trasforma la videoarte in uno strumento di consapevolezza collettiva.

Ancora una volta sarà il Gazometro, la più grande area di archeologia industriale urbana d’Europa, a fare da cuore pulsante della manifestazione. Un luogo simbolico che si trasformerà in un laboratorio multisensoriale fatto di luce, immagini e poesia, in dialogo costante con il Tevere, il mare e il quartiere Ostiense.

“Sarà uno spettacolo emozionale e una dichiarazione d’amore a Roma e alla sua capacità di guardare al futuro”, ha dichiarato Francesco Rutelli, ideatore e presidente del festival, ricordando come negli anni oltre mezzo milione di spettatori abbiano preso parte alle creazioni digitali della manifestazione.

Con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, il festival ospiterà numerosi artisti internazionali e opere immersive dedicate al tema dell’acqua. Tra queste “Water: always the same, always different”, progetto che unisce la ricerca visiva di Giuseppe La Spada, le sonorità di Francesca Heart e la performance corporea dell’artista brasiliana Amanda Lana.

Per la prima volta al festival arriverà anche l’artista cinese Cao Yuxi con “Nature’s Computility”, una cascata digitale immersiva capace di trasformare dati e algoritmi in visualizzazioni dinamiche dell’acqua ad altissima risoluzione.

Spazio inoltre alla sezione audio-visual music, alle esperienze in realtà virtuale, ai dibattiti e alla videoarte internazionale. L’11 luglio sarà protagonista Adrian Paci con “Turn on” e due opere dedicate all’acqua: “Di queste luci si servirà la notte”, nata da una performance nel fiume Arno, e “The Column”, riflessione visiva sul lavoro e sull’identità culturale.

Il Tevere sarà invece al centro dell’opera “Invisible Ecologies: Tevere” del giovane artista digitale Tommaso Cherubini, che tradurrà dati idrologici e ambientali in un sistema particellare immersivo.

A chiudere il festival sarà infine la premiazione dell’IGPDecaux Graphic Award, che svelerà le opere vincitrici capaci di reinterpretare Roma attraverso le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale.

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