
Si era nascosto sotto il letto mentre il padre stava aggredendo la madre. In quel momento, impaurito, un ragazzino di 12 anni ha preso il telefono e ha chiamato i carabinieri chiedendo aiuto. È accaduto il 26 aprile scorso nel Leccese, dove un uomo di 50 anni è stato ora posto agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico.
Il provvedimento cautelare è stato disposto dal gip di Lecce, Marcello Rizzo, al termine delle indagini avviate dopo l’intervento dei militari nell’abitazione della famiglia. L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e tentata violenza sessuale nei confronti della moglie, dalla quale si sta separando.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’arrivo dei carabinieri il 50enne aveva ancora con sé il cellulare della donna, che le avrebbe sottratto al termine dell’ennesimo episodio di violenza. La chiamata del figlio minorenne avrebbe consentito ai militari di intervenire rapidamente e di avviare accertamenti più approfonditi sulla situazione familiare.
Le indagini avrebbero fatto emergere una lunga serie di episodi di violenza e minacce che si sarebbero verificati a partire da luglio 2025, anche in presenza dei due figli della coppia. Gli inquirenti parlano di comportamenti aggressivi ripetuti, accompagnati da intimidazioni e atteggiamenti vessatori nei confronti della donna.
La vittima aveva già denunciato il marito nei mesi scorsi. Una prima querela era stata presentata a dicembre, salvo poi essere ritirata. A gennaio, però, una nuova aggressione avvenuta in strada avrebbe spinto la donna a rivolgersi nuovamente alle autorità.
Secondo gli investigatori, anche dopo l’episodio del 26 aprile l’uomo avrebbe continuato ad assumere comportamenti violenti. Per questo il giudice ha ritenuto necessario applicare una misura cautelare restrittiva, disponendo i domiciliari presso l’abitazione dei genitori dell’indagato e l’utilizzo del braccialetto elettronico.