1 MAGGIO: LAVORO, DIRITTI NEGATI E FUTURO INCERTO. LA BASILICATA NON PUÒ PIÙ ASPETTARE

In occasione della Festa dei Lavoratori, il SIFUS Basilicata richiama con forza l’attenzione sulle profonde criticità che attraversano il mondo del lavoro nella nostra regione.
Il 1° maggio non può essere soltanto una giornata celebrativa. È, oggi più che mai, un momento di riflessione amara su una realtà fatta di precarietà, disoccupazione e diritti troppo spesso negati. In Basilicata si continua a morire sul lavoro, in un silenzio che pesa come un macigno sulle coscienze istituzionali e collettive. Ogni vita spezzata rappresenta una sconfitta per l’intera società.
Accanto a questa drammatica emergenza, si aggrava il fenomeno della disoccupazione e dell’emigrazione giovanile. Sempre più ragazzi sono costretti ad abbandonare la propria terra in cerca di opportunità che qui non trovano. La Basilicata si svuota delle sue energie migliori, perdendo futuro e speranza.
A rendere ancora più critico il quadro sono le numerose vertenze aperte che coinvolgono settori strategici dell’economia regionale: dalle aziende dell’indotto automotive e del salotto, alle difficoltà croniche del settore forestale, caratterizzato da precarietà e incertezza occupazionale. Realtà produttive fondamentali per il territorio che oggi vivono una fase di forte incertezza, tra cali produttivi, ammortizzatori sociali e centinaia di lavoratori a rischio.
A questo si aggiunge la condizione dei lavoratori agricoli, che troppo spesso subiscono il caporalato, privati di diritti, tutele e dignità, e quella dei lavoratori invisibili, di cui nulla sappiamo, esclusi da ogni forma di protezione e rappresentanza. Una realtà sommersa che rappresenta una ferita aperta per il nostro territorio e per l’intero Paese.
In questo contesto già difficile, emerge con particolare gravità la condizione delle lavoratrici delle mense scolastiche, alle quali la Segretaria Generale del SIFUS Basilicata, De Donato, dedica simbolicamente questa giornata. Donne che, pur continuando a svolgere con responsabilità il proprio lavoro, non hanno ancora percepito le mensilità di febbraio, marzo.
Una situazione inaccettabile che rappresenta l’emblema dei diritti negati: lavoratrici lasciate sole, costrette a garantire un servizio essenziale nell’indifferenza generale e senza il riconoscimento economico dovuto.
Il SIFUS Basilicata denuncia con fermezza questa condizione e chiede interventi immediati e concreti .È necessario ristabilire dignità, legalità e giustizia nel mondo del lavoro, a partire dal rispetto dei diritti fondamentali.
Il 1° maggio deve tornare a essere una giornata di lotta e di impegno, affinché nessun lavoratore sia più invisibile, nessun diritto venga calpestato e nessun giovane sia costretto a lasciare la propria terra per costruire il proprio futuro.
SIFUS-Basilicata