CULTURA E EVENTI

VivaVerdi al via il 1° maggio a Matera

La rassegna VivaVerdi multikulti taglia il prestigioso traguardo dei trent’anni. L’associazione Arterìa inaugura questa edizione speciale, intitolata οἱ διάλογoi / oi diálogoi, con uno sguardo rivolto al Mediterraneo e alla costruzione di nuovi ponti culturali

Trent’anni di musica, cultura, bellezza. Non è un traguardo qualsiasi quello che taglia quest’anno la rassegna concertistica VivaVerdi, fiore all’occhiello dell’associazione di Arte e Cultura Arterìa di Matera.

Sono tre decenni di programmazione ininterrotta, capace di costruire nel tempo un appuntamento culturale di riferimento non soltanto per la Città dei Sassi, ma per l’intero panorama musicale e artistico del Mezzogiorno e oltre.

Arterìa, il sodalizio culturale che precede nella sua storia la stessa rassegna e che nel corso degli anni ha saputo affermare una propria identità artistica riconoscibile, propone anche per il 2026 un cartellone ricco e articolato che si dispiegherà da luglio a dicembre, con una anteprima il 1 maggio e un prologo il 30 giugno, con concerti, teatro in musica, produzioni originali, prime esecuzioni e rappresentazioni, avvenimenti culturali e momenti formativi di alto profilo quali le sue note masterclass con artisti e docenti di caratura internazionale, pensate per nutrire non solo il pubblico ma anche le nuove generazioni di musicisti e appassionati.

PRIMO APPUNTAMENTO DA NON PERDETE: IL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO

Prima ancora che il calendario estivo entri nel vivo, VivaVerdi 2026 apre le porte al pubblico con un evento da non mancare. Venerdì 1° maggio, alle 20.30, nella sala eventi della chiesa Maria Madre della Chiesa in via dei Dauni 5 a Matera (rione Serra Rifusa), si esibirà la Società Cameristica Murgiana, un trio che si compone di Ettore Scandolera, chitarra, Pasquale Lovecchio, violoncello, Emanuele Rigamonti, violoncello e direzione, una formazione strumentale cameristica di artisti under 35 che riunisce giovani interpreti di eccellenza in un incontro tra percorsi formativi e sensibilità artistiche diverse.

Con il Concerto del Primo Maggio si inaugura ufficialmente la trentesima edizione della rassegna, e lo fa con un programma che è già, in nuce, una dichiarazione di intenti.

L’ingresso è € 5,00: una scelta precisa, perché la cultura deve essere accessibile. I biglietti sono disponibili in prevendita presso la Cartoleria Montemurro, via delle Beccherie 6g, Matera. Il concerto si inserisce nell’iniziativa “Concerto nei borghi” ed è riconosciuto tra le iniziative di Matera 2026 Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo.

Il programma che propone la Società Cameristica Murgiana spazia da Antonio Vivaldi e Luigi Boccherini fino a Benjamin Britten e Giovanni Sollima, per concludersi con pagine tratte dalle tradizioni musicali del Mediterraneo, elaborate in orchestrazioni originali firmate da R. Güll, N. Zandaveh, G. Gozzini ed E. Rigamonti.

Un omaggio alle sonorità del Sud Europa, dove il repertorio colto e il canto popolare rivisitato in chiave accademica si incontrano con naturalezza, restituendo al pubblico la complessità e la profondità espressiva di un patrimonio che appartiene a tutti.

I TRE GIOVANI ARTISTI UNDER 30 IN SCENA

A presentarli è la pianista e compositrice materana Loredana Paolicelli, direttore artistico di Arterìa, che di ciascuno traccia un ritratto preciso e appassionato:

Ettore Scandolera «è fra i primi dottorandi del Conservatorio “Duni” di Matera da quando il Ministero ha approvato il dottorato di ricerca negli AFAM.

È musicologo raffinato (ha già scritto note critiche per il Teatro di San Carlo di Napoli e per VivaVerdi), ma soprattutto è tra i migliori chitarristi giovani d’Europa. Si è formato al Conservatorio Superiore di Ginevra col maestro Bogdanovich, rappresentante di una delle Scuole più rigorose al mondo. È anche socio sostenitore di Arterìa, e questo dice molto di quanto tenga al progetto culturale che portiamo avanti».

Emanuele Rigamonti, a sua volta, è «docente di Musica da Camera al Conservatorio di Cosenza, evidenziandosi come una figura centrale nel panorama cameristico italiano.

È concertatore, arrangiatore, violoncellista formatosi con alcuni dei più grandi Maestri del nostro Paese, tra cui Enrico Bronzi. Ma ciò che lo distingue davvero è la sua capacità creativa avendo, infatti, fondato e diretto organici come il “Trio Rigamonti”, il “Quartetto Ciak”, “On the Bridge Cello Ensemble” ed altri. Ogni volta che sale sul palco porta con sé un mondo sonoro che ha costruito con le proprie mani».

Pasquale Lovecchio, infine, «è un giovane violoncellista che studia al Conservatorio “Duni” di Matera sotto la guida di Sebastiano Severi. Nonostante la giovane età, ha già all’attivo numerosi concerti sia come solista che come camerista ed ha collaborato con importanti musicisti. È uno di quei talenti che si riconosce subito e che Matera ha il privilegio di ospitare nel momento più decisivo della sua formazione».

VIVAVERDI 2026 E MATERA CAPITALE MEDITERRANEA DELLA CULTURA E DEL DIALOGO

Il tema scelto da Arterìa si intreccia in modo straordinariamente coerente con il ruolo istituzionale che la città di Matera sta vivendo in questo 2026: Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, un riconoscimento prestigioso che colloca la città lucana al centro di un dibattito culturale e civile di respiro internazionale.

Il titolo non è un ornamento onorifico: è un impegno, una responsabilità, uno spazio di progettazione condivisa che Matera porta avanti affiancata dalla città marocchina di Tétouan, con la quale ha stretto un gemellaggio culturale che assume una valenza simbolica e concreta al tempo stesso. Tétouan, città del nord del Marocco affacciata sul Mediterraneo, rappresenta l’altra sponda: quella africana, quella araba e berbera, quella che l’Europa troppo spesso guarda da lontano. Il dialogo tra Matera e Tétouan è invece un atto di prossimità geografica, storica e umana che sancisce l’unità profonda di un mare che è sempre stato crocevia di popoli, lingue, fedi e saperi.

VivaVerdi 2026 raccoglie questa sfida e nella prima parte della rassegna dedica un’ampia e significativa parentesi alle culture del bacino del Mediterraneo, con proposte artistiche che esplorano le tradizioni musicali di quell’area vastissima e plurale, senza folklorismi e senza gerarchie: ogni cultura come interlocutrice, ogni suono come voce in un dialogo ancora aperto.

IL TEMA: OI DIÀLOGOI – LA PAROLA CHE UNISCE

Il filo conduttore della trentesima edizione è oi diàlogoi (οἱ διάλογοι), espressione che in greco antico significa semplicemente “i dialoghi”. La scelta non è casuale né soltanto evocativa: il termine rimanda alla tradizione filosofica greca, quella del dialogos, la parola che passa attraverso, e alla sua radice dia-legein, “parlare attraverso”, un atto che presuppone l’incontro tra due parti, l’ascolto reciproco, la costruzione condivisa di senso. È la forma più antica di pensiero vivo, e oggi, nel tempo della frammentazione e del rumore, riacquista una necessità quasi urgente.

Il titolo non è una scelta isolata: Oi Dialogoi rappresenta l’evoluzione naturale dell’edizione precedente, “Intersezioni”, di cui raccoglie l’eredità e approfondisce il pensiero. Se “Intersezioni” aveva esplorato il momento del contatto tra linee diverse, i Dialoghi vanno oltre: pongono al centro l’uomo, il suo bisogno di incontro, la sua capacità e la responsabilità di costruire ponti con l’altro. Il Mediterraneo, con la sua storia millenaria di civiltà che si sono toccate, mischiate e fecondate a vicenda, è lo scenario naturale di questa riflessione.

Tradotto in musica, in arte, in cultura, oi diàlogoi diventa il principio organizzatore di un’intera stagione: dialogo tra epoche, tra generi, tra tradizioni diverse, tra sponde geografiche e civiltà che il Mediterraneo ha sempre separato e unito insieme. Il percorso artistico si snoda coerentemente dal Barocco fino alla musica contemporanea, attraversando i secoli senza soluzione di continuità, con la convinzione che ogni epoca abbia avuto e abbia la propria voce nel dialogo tra i popoli.

IL PROGRAMMA ESTIVO DI VIVAVERDI, TRA CONTAMINAZIONI E RESIDENZE

La prima parte della rassegna si configura come viaggio sonoro nell’identità culturale del Mediterraneo. Un percorso che non rinuncia al rigore del repertorio colto, dal Barocco al contemporaneo, ma che apre con curiosità e rispetto al canto popolare rivisitato in chiave accademica, cioè a quella zona fertile in cui la tradizione orale incontra la scrittura musicale, e la memoria dei popoli si trasforma in arte condivisa. A guidare questo cammino saranno solisti di talento, scelti con la cura che da trent’anni contraddistingue la selezione artistica di Arterìa.

UNA STORIA CHE VALE LA PENA RACCONTARE

Trent’anni di VivaVerdi non si celebrano soltanto con numeri. Si celebrano con la consapevolezza di ciò che una rassegna musicale può fare per una comunità: costruire abitudini di ascolto, alimentare curiosità, creare ponti tra generazioni, valorizzare il territorio attraverso la cultura. Arterìa lo ha fatto con continuità e con visione, stagione dopo stagione, anche nei momenti in cui fare cultura in una città del Sud significava, come ancora talvolta significa, nuotare controcorrente.

Il 2026 è l’anno in cui quella storia incontra il presente di una Matera protagonista sullo scenario mediterraneo. Un incontro che VivaVerdi non poteva non raccogliere e che ha scelto, con oi diàlogoi, di trasformare in arte.

 

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