CRONACA
IL SOCCORSO NON È UNA GARA: ANAB AL FIANCO DI SNS E FISA PER LA VERA SICUREZZA ACQUATICA

Olbia chiama, ANAB risponde. Non possiamo più accettare che il destino del salvamento italiano venga dettato da logiche agonistiche che nulla hanno a che vedere con la realtà del mare e della prevenzione.
In un momento di estrema confusione normativa, alimentata da interpretazioni strumentali del Decreto 85/2024, ANAB scende in campo con forza per sostenere la Società Nazionale di Salvamento e la FISA.
La recente nota diffusa dalla Sezione SNS di Olbia mette a nudo una verità che come associazione di categoria denunciamo da tempo: il tentativo di trasformare il soccorritore in un semplice atleta cronometrato è un errore pericoloso che mette a rischio vite umane.
La professionalità oltre il cronometro
Siamo stati chiari: il salvamento non è sport, è professione di sicurezza. Il protocollo sui tempi da rispettare, che sembra strizzare l’occhio a logiche puramente agonistiche (spesso riconducibili a visioni limitate al contesto federale), ignora la complessità del lavoro “sul campo”.
Un soccorritore non deve solo “nuotare veloce”.Deve saper leggere le correnti. Deve conoscere l’arte marinaresca e i nodi. Deve gestire l’ordinanza balneare e fare prevenzione attiva.
Ridurre la formazione a una prestazione atletica significa svuotare di significato il ruolo dell’assistente bagnanti. Un atleta vince una medaglia; un soccorritore salva una vita grazie alla competenza tecnica, non solo alla potenza dei bicipiti. Basta disinformazione: la legge parla chiaro
Nonostante i tentativi di generare un esodo di tesserati verso un unico ente, ribadiamo che la formazione erogata da SNS e FISA è pienamente legittima, come confermato dal TAR del Lazio. Chi diffonde notizie contrarie non solo commette un illecito informativo, ma destabilizza un intero settore che già soffre per la carenza di personale.
“Prevenire è meglio che intervenire: un principio che le logiche di potere sembrano aver dimenticato.”
La posizione di ANAB
Come associazione di categoria, ANAB non ritiene opportuno il protocollo sui tempi e sui requisiti puramente sportivi. Il soccorso acquatico è una disciplina multidisciplinare.
Chiediamo:
Rispetto per la Storia: Enti come SNS e FISA hanno formato generazioni di professionisti e non possono essere messi all’angolo da tecnicismi burocratici o “tempi da vasca”.
Unità del Settore: In un’Italia che conta ancora oltre 600 morti per annegamento all’anno, la priorità deve essere la qualità formativa, non la spartizione delle tessere.
Tutela dei Lavoratori: Gli assistenti bagnanti sono professionisti della sicurezza e meritano una formazione che li prepari alla complessità del mare, non a una finale regionale di nuoto.
ANAB vigilerà con attenzione affinché la professionalità dei propri associati non venga calpestata. Siamo al fianco di chi, con serietà e senza logiche di bandiera, mette la vita umana al primo posto.
Il Mare non è una piscina. Il Soccorso non è un gioco.