Dal sole al calice: i primi vini agrivoltaici “made in Puglia” tornano al Vinitaly

Torna alla 58ª edizione di Vinitaly la Vigna Agrivoltaica di Comunità, protagonista a Verona dal 12 al 14 aprile con un modello produttivo che unisce viticoltura ed energia rinnovabile, tra le esperienze più avanzate in Puglia e nel panorama nazionale.
Il calendario degli appuntamenti si concentrerà tra domenica 12 aprile (dalle ore 14.30 alle 16) e lunedì 13 aprile (dalle ore 12 alle 16) presso lo spazio della Regione Puglia (Padiglione 11), con degustazioni di vini agrivoltaici e momenti di networking con esperti e protagonisti del progetto.
Interverranno Davide Gangi, presidente di Vinoway Italia, Antonio Scatigna, enologo, Donato Giorgio, responsabile dello sviluppo commerciale, e i co-fondatori della Vigna Agrivoltaica di Comunità, Nicola Mele ed Emilio Roggero.
Il percorso si concluderà martedì 14 aprile al Padiglione Masaf – Palaexpo con un talk tecnico alle ore 13.45 dedicato alla gestione dei vigneti in agrivoltaico e alle tecniche innovative ottenute da uve di Falanghina, Traminer Aromatico e Primitivo, moderato dal fondatore di Vinoway Italia, Davide Gangi.
«Il progetto – spiega l’imprenditore agricolo e responsabile dello sviluppo commerciale Donato Giorgio – rappresenta una sintesi concreta tra agricoltura ed energia rinnovabile.
Le pergole fotovoltaiche installate sopra i filari creano un microclima favorevole, riducono il fabbisogno idrico e proteggono le piante dagli eventi climatici estremi, contribuendo allo stesso tempo alla produzione di energia elettrica».
La Vigna Agrivoltaica di Comunità, il primo impianto di questo tipo in Puglia e tra i primi in Europa, si estende per circa 18 ettari nelle Matine, un’ampia pianura del territorio murgiano che comprende i comuni di Altamura, Santeramo in Colle, Laterza e Matera.
«Grazie all’ombreggiamento dei pannelli fotovoltaici, l’annata 2025 ha azzerato il consumo idrico per le irrigazioni, con un significativo risparmio d’acqua», sottolinea Donato Giorgio.
«La produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica consente inoltre di compensare in modo significativo le emissioni di CO₂, rafforzando il profilo di sostenibilità di questi vini».
Un risultato supportato da analisi condotte con l’Università degli Studi di Bari, che evidenziano un’impronta carbonica di circa 1,17 kg di CO₂ equivalente per bottiglia (0,5 L), calcolata secondo la norma ISO 14067:2018 e verificata nell’ambito della partnership di ricerca UNIBAAGRITECH.
Il sistema agrivoltaico consente inoltre di generare energia rinnovabile in misura tale da evitare ogni anno emissioni di circa 148 tonnellate di CO₂, grazie a una produzione superiore a 450.000 kWh per ettaro.
«I vini ottenuti da uve Falanghina, Traminer Aromatico e Primitivo – per un totale di oltre 2.000 bottiglie nello scorso anno – continua Giorgio – rappresentano tra i primi esempi pugliesi e italiani di vini agrivoltaici messi a disposizione del pubblico, aprendo una nuova prospettiva nel panorama enologico nazionale».
Dal punto di vista tecnico, l’agrivoltaico introduce un cambio di paradigma anche in cantina.
«Vinificare uve provenienti dalla viticoltura in Agrivoltaico – spiega l’enologo Antonio Scatigna – richiede un approccio stilistico profondamente diverso.
Il ritardo nella maturazione tecnologica consente di lavorare su curve di equilibrio più interessanti, preservando una maggiore integrità aromatica e una gestione più precisa delle componenti acido-zuccherine.
Dal punto di vista enologico, la straordinaria sanità delle uve permette di valorizzare una freschezza genuina, che si traduce in vini più dinamici, tesi e definiti al sorso.
È una nuova interpretazione dei vitigni tradizionali, che apre ad una visione contemporanea del vino, dove sostenibilità e precisione tecnica si incontrano in maniera concreta ed espressiva».
Un lavoro reso possibile anche grazie alla continua messa a punto dei protocolli enologici specifici per le uve agrivoltaiche, sviluppati e affinati in collaborazione attiva con il CRSFA “Basile Caramia” di Locorotondo, centro di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura.
Tra degustazioni e momenti di confronto, la presenza al Vinitaly rappresenta un’occasione per osservare da vicino un modello innovativo che punta a coniugare qualità, resilienza climatica e sostenibilità, delineando nuove prospettive per il futuro della viticoltura italiana ed europea.
Per maggiori informazioni: https://vignagrivoltaica.it/