CULTURA E EVENTI

Vogue, copertina storica: Meryl Streep e Anna Wintour insieme tra realtà e mito

Uno scatto destinato a restare: Meryl Streep e Anna Wintour posano fianco a fianco per la copertina di maggio di Vogue US, entrambe vestite Prada e coordinate nei dettagli, in uno scatto firmato da Annie Leibovitz che ha immediatamente fatto il giro del mondo.

Non si tratta di una copertina qualsiasi. Per la prima volta in oltre trent’anni, Wintour condivide la cover della sua rivista con un’altra figura in questa veste. E accanto a lei c’è l’attrice che ha dato volto a Miranda Priestly, iconico alter ego ispirato proprio alla direttrice di Vogue. Realtà e finzione si incontrano così in un’unica immagine, dopo anni di rimandi e influenze reciproche.

La realizzazione dello shooting ha richiesto mesi di preparazione. La nuova direttrice di Vogue US, Chloe Malle, ha coordinato un lavoro meticoloso, coinvolgendo figure storiche come Grace Coddington e Virginia Smith. Ogni dettaglio è stato curato personalmente, dagli abiti alle prove, con la presenza costante del team di Wintour.

Il progetto è rimasto top secret fino all’ultimo. Nemmeno la famiglia di Streep era a conoscenza dello scatto. Un netto contrasto con il clima del 2006, quando l’uscita del film Il diavolo veste Prada aveva creato tensioni nel mondo della moda, restio a collaborare con una produzione percepita come satirica e irriverente.

A distanza di vent’anni, lo scenario è completamente cambiato. La stessa Wintour ha scelto di partecipare attivamente, arrivando a confrontarsi direttamente con Streep sul progetto. Il servizio è accompagnato da un dialogo tra le due, moderato dalla regista Greta Gerwig, già diventato un fenomeno culturale.

Nel corso della conversazione emergono riflessioni sul rapporto tra moda e potere, con uno sguardo critico sul diverso trattamento riservato a uomini e donne nei ruoli di leadership. Ma spazio anche alla dimensione privata: entrambe raccontano il loro ruolo di nonne, mostrando un lato più intimo e lontano dai riflettori.

La copertina è parte di una strategia più ampia che accompagna l’uscita del sequel de Il diavolo veste Prada 2. Tra le iniziative, anche una versione reale della rivista Runway, con Emily Blunt nuovamente nei panni di Emily Charlton.

C’è chi considera questa cover un momento iconico per la storia della moda e chi, invece, la legge come il segno di un cambiamento profondo nel sistema editoriale. Al di là delle interpretazioni, resta la forza dell’immagine: due figure che hanno segnato epoche diverse, unite nello stesso scatto, con la sicurezza di chi ha già lasciato un segno indelebile.

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