CRONACA

La nuova vocazione dell’edificio scolastico Castelgrande punta sulla qualità della vita

La chiusura della scuola è certamente il segno più evidente e preoccupante del calo demografico che colpisce i paesi della montagna.

I bambini sono costretti sin dalla più tenera età a servirsi dello scuolabus o, peggio, le famiglie decidono di trasferirsi dove ci sono i servizi, e gli edifici che ospitavano le scuole vengono chiusi e deperiscono. Castelgrande, che ormai conta solo 761 abitanti, non fa eccezione, ma qualcosa è stato fatto, almeno per non dover chiudere anche l’edificio che ospitava le scuole.

Non è certo una costruzione facile da utilizzare, costruita tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso senza la nostra sensibilità all’accessibilità, mastodontica e – diciamocelo – architettonicamente bruttina. Ma ormai c’è, e va utilizzata, ha pensato l’amministrazione guidata da Francesco Cianci, immaginandola come un centro di servizi e di aggregazione.

E così alla farmacia, ospitata da decenni nei locali che erano della famiglia del bidello, si è affiancata la stanza dell’infermiere di comunità, che rappresenta una risposta innovativa e necessaria alle sfide della sanità moderna e pone l’Area Interna del Marmo-Platano all’avanguardia nella promozione di un modello di assistenza sanitaria più umano, efficiente e vicino ai bisogni dei cittadini.

Un infermiere – un bravo e disponibile infermiere, Alessandro Filippetti – garantisce una presenza continua e costante sul territorio, fornisce cure mediche e si occupa di prevenzione, educazione sanitaria e supporto alle famiglie.

Il suo, infatti, è un approccio multidisciplinare e in un anno e mezzo di attività ha fornito oltre duemila e seicento prestazioni, rispondendo alle complesse esigenze sanitarie della popolazione, caratterizzata da un alto tasso di invecchiamento e da una prevalenza di patologie croniche.

Inoltre Castelgrande è l’unico tra i 7 Comuni dell’Area Marmo-Platano ad aver attivato anche il punto prelievo, un servizio fornito a cadenza quindicinale a tutte quelle persone che necessitano di prelievi, ma non possono raggiungere i centri di analisi.

Altre due di quelle che erano le aule scolastiche sono state poi dedicate ad una ludoteca comunale, che ha aperto i battenti, per la gioia dei più piccoli, nello scorso mese di febbraio.

Gestita dall’Associazione INTI, la ludoteca si pone come luogo educativo oltre che ricreativo, uno spazio per cimentarsi in attività e laboratori, dove imparare giocando, dove liberare la creatività e rafforzare il senso di comunità.

La risposta dei piccoli utenti lascia ben sperare: volentieri, nei giorni in cui non sono impegnati a scuola, raggiungono la ludoteca, accolti dal sorriso rassicurante delle operatrici, e si gettano a capofitto nei giochi e nelle varie attività proposte.

Ma è qui che festeggiano anche i compleanni, invitando i compagni di scuola dei paesi vicini: un modo per rivitalizzare e usare le strutture.

La scuola era provvista anche di una cucina che assicurava la mensa agli studenti. Anche questa non è destinata ad arrugginire perché viene utilizzata: l’associazione INTI propone corsi ludico-ricreativi per “piccoli chef” dai tre ai cinque anni e corsi per “junior chef” dai sei ai quattordici anni; a breve, poi, prenderanno il via corsi di cucina e di pasticceria per adulti.

Ma l’ex edificio scolastico non è frequentato solo dai bambini. Un’aula è stata assegnata all’ASD Nova Castelgrande che, con impegno e dedizione, ha organizzato una squadra di calcio che milita nella seconda categoria girone A e raccoglie l’entusiasmo di chi gioca e di chi segue la squadra. Disporre di uno spazio fisico dove incontrarsi, oltre il campo sportivo, è un modo per creare quella coesione sociale di cui tanto si parla e che spesso manca nella nostra società.

Un’altra aula è diventata la sede della Pro-loco e serve non solo per gli incontri periodici, ma anche per tenere corsi e attività di vario genere. Tra gli altri, è giunto ormai al secondo anno un corso di ginnastica posturale molto seguito, soprattutto dalle donne, che utilizza la palestra dell’edificio che fu delle scuole.

Lo stesso edificio ospita poi l’archivio comunale, che vuole diventare sempre più memoria storica e non polverosa accozzaglia di carte, e la biblioteca scolastica.

Data la centralità della struttura, alcune aule sono poi dedicate all’allestimento di mostre di breve durata o di altre attività e, all’occorrenza si trasformano in seggi elettorali.

Nello stesso edificio è stato ricavato anche l’alloggio per le forze dell’ordine che presiedono alle elezioni. Tutte queste attività fanno dell’ex edificio scolastico un centro vivo e contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei residenti resilienti.

 

 

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