CULTURA E EVENTI

Successo per la formazione degli infermieri potentini su uso consapevole dei social network

Grande partecipazione per la giornata di formazione “Infermieri e uso consapevole dei social network, strategie per una ‘buona’ comunicazione”, organizzata dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Potenza.

L’incontro, che si è svolto presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata, ha riunito i professionisti sanitari per approfondire opportunità e rischi della comunicazione online, con un focus su quelle che sono le responsabilità degli infermieri nell’uso dei social network e sulle competenze digitali.

L’incontro, introdotto dalla presidente OPI Potenza Serafina Robertucci, ha avuto relatori di spicco come Silvestro Giannantonio responsabile della Comunicazione della Federazione Nazionale degli Infermieri, Maurizio Argoneto Technical Project Manager e l’avvocato Francesca De Luca esperta in protezione dei dati. In collegamento da remoto il Consigliere nazionale FNOPI Nicola Draoli.

Nel corso dell’incontro sono state esplorate tutte le strategie per una comunicazione efficace e deontologicamente corretta sui social, enfatizzando la necessità di una maggiore consapevolezza per evitare esposizioni a rischi professionali.

Condividere, ad esempio, foto, video o dettagli identificativi di pazienti se pur senza diffonderne le generalità, è un comportamento che viola privacy, regolamento sulla protezione dei dati e Codice Deontologico.

Ma non solo: postare contenuti durante l’orario di lavoro o sui casi clinici specifici compromette la dignità e la riservatezza.

Allo stesso modo, contenuti offensivi e denigratori che riguardino pazienti, colleghi o aziende sanitarie con post negativi, minacce o lamentele, lede l’immagine totalitaria degli infermieri.

Comportamenti, questi, per cui la Fnopi prevede conseguenze disciplinari e relative sanzioni, fino alla sospensione dall’esercizio professionale da 1 a 6 mesi o la radiazione dall’Albo in casi estremamente gravi.

Per Silvestro Giannantonio gli infermieri che sui social si qualificano come tali, “sono posti a priori difronte ad una serie di obblighi che riguardano la comunicazione e la deontologia.

Sono ‘controllati’ su ciò che dicono e scrivono e dal comportamento sui social deriva la considerazione professionale e la fiducia del cittadino verso il loro operato ma anche verso l’intero sistema sanitario”.

Il convegno ha indicato la giusta via della ‘Comunicazione responsabile’ basata su di un utilizzo educativo dei social per diffondere educazione sanitaria, campagne di sensibilizzazione e risultati di ricerca con contenuti verificati e costruttivi.

Utile sarebbe- nella costruttività dell’impegno duplice di operatore della sanità e comunicatore- divulgare interessi sanitari, adottare strategie come la creazione di blog o profili per temi tecnico-scientifici, promuovere dialogo e networking senza disinformazione, distinguere profili personali da professionali.

“Le tecnologie- ha spiegato Maurizio Argoneto- evolvono di continuo per cui bisogna avere la giusta consapevolezza per utilizzare tutti gli strumenti che si hanno a disposizione.

Le conoscenze, almeno di base, consentono di approcciare alle tecnologie con confidenza e maggiore senso di responsabilità, differenziando le informazioni e guidando pazienti e assistiti verso percorsi di cura più idonei e sicuri”.

La pietra miliare resta il Codice Deontologico degli Infermieri, aggiornato al 2025, che ingloba gli articoli 29 e 30 e le regole sull’uso dei social media imponendo decoro, veridicità e tutela della privacy.

Nel caso in cui si venga sottoposti a segnalazione e conseguente provvedimento disciplinare, vale anche per gli infermieri il diritto al contraddittorio e all’assistenza legale segnalando preventivamente dubbi etici all’Ordine per ottenere pareri.

Tra le implicazioni più comuni legate alla gestione comunicativa sui social, certamente “una mancata conoscenza degli aspetti giuridici che posso far incorrere in provvedimenti sanzionatori.

E’ un aspetto- ha dichiarato Francesca De Luca- che riguarda anche le app di messaggistica istantanea su cui spesso, immaginando che la comunicazione vada ad una cerchia ristretta di colleghi, può sfuggire al controllo e creare problemi a livello deontologico”.

“Quella dell’infermiere è una professione che richiede dunque non solo eccellenza clinica, ma anche una comunicazione responsabile soprattutto online”– ha dichiarato la presidente Robertucci – per cui l’evento organizzato dall’Opi Potenza ha rappresentato “un passo concreto per equipaggiare gli infermieri con strumenti essenziali di tutela.

La comunicazione è importante anche se fatta sui social ma va ‘comunicata’ in maniera chiara trasferendo messaggi positivi e propositivi al cittadino e a noi stessi”.

Sul codice deontologico, Robertucci ha ricordato che “agli infermieri spetta il compito di comunicare in maniera etica e veritiera rispetto alla comunità professionale e alla cittadinanza”.

Positivi infine, i risultati di indagine con gli infermieri del potentino molto attenti a ciò che comunicano e a come lo comunicano per cui il fenomeno dell’errata o fuorviante comunicazione è altamente controllato.

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