CRONACA

Quando la pioggia smaschera l’abbandono: la Basilicata e le colpe della politica

Quando piove forte, per giorni, la terra cambia voce. Non è più solo acqua che cade: diventa paura, attesa, notti insonni. È quello che sta succedendo in Basilicata, dove le ultime piogge non hanno soltanto gonfiato fiumi e allagato strade, ma hanno riportato a galla qualcosa di più profondo: l’abbandono.

Perché chi vive quei territori lo sa. Sa che basta un temporale più intenso per iniziare a guardare il cielo con preoccupazione. Sa quali sono le strade che si allagano sempre, i pendii che cedono, i tombini che non reggono. Non è sorpresa, è abitudine. Ed è forse questo l’aspetto più amaro.

La politica, invece, sembra accorgersene solo quando succede. Quando arrivano le immagini delle frane, delle auto bloccate, delle famiglie in difficoltà. Allora si parla di emergenza, si promettono interventi, si cercano responsabilità. Ma appena l’acqua si ritira, troppo spesso si ritira anche l’attenzione.

Eppure qui non si tratta solo di maltempo. Si tratta di cura. Di quella cura quotidiana che un territorio fragile richiede: manutenzione dei fiumi, controllo del suolo, prevenzione. Tutte cose meno visibili, meno “notiziabili”, ma infinitamente più importanti. Perché è lì che si decide se una pioggia resterà solo pioggia o diventerà un problema.

Negli occhi di chi vive queste giornate non c’è solo rabbia. C’è stanchezza. La stanchezza di sentirsi dimenticati fino al prossimo disastro. La stanchezza di vedere sempre le stesse scene, le stesse promesse, gli stessi ritardi.

La verità è semplice, anche se scomoda: non è la pioggia a far tremare la politica. È quello che la pioggia rivela. Rivela anni di interventi mancati, di priorità sbagliate, di attenzione a intermittenza. Rivela una distanza tra chi decide e chi ogni giorno vive quei luoghi.

E allora forse questa volta dovrebbe andare diversamente. Forse queste piogge dovrebbero lasciare qualcosa in più del fango sulle strade: dovrebbero lasciare consapevolezza. Perché un territorio non chiede miracoli, chiede presenza. Chiede di non essere ricordato solo quando fa notizia.

E la buona politica, quella vera, comincia proprio da qui: dal non voltarsi dall’altra parte quando il cielo si oscura.

R.P

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