Chiorazzo e Vizziello (BCC): “Gas e acqua, dalla Giunta Regionale solo una difesa d’ufficio debole e contraddittoria
Trasparenza a parole, ma sui costi reali ancora silenzio”.

“Tante belle parole ma zero risposte: quanto paga (realmente!!!) la Regione per la fornitura-ponte di energia dalle Compagnie petrolifere ad Acquedotto Lucano? Gli 82 euro a Megawatt annunciati all’inizio o 162 che ci viene riferito?
Ci sono ulteriori costi occulti collegati? Quanti dei 3 parchi fotovoltaici annunciati per alleggerire la bolletta idrica dei lucani saranno effettivamente realizzati a spese delle compagnie? Tutti? Solo uno? Nessuno?
La risposta della Giunta Regionale (con uno strano comunicato del proprio ufficio stampa) sul tema gas e acqua si conferma una difesa d’ufficio fragile, che ancora una volta rivela l’approssimazione con cui vengono gestiti centinaia di milioni di euro dei lucani”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello.
“Il governo regionale, troppo preso dal raccontare come siano stati impegnati circa 200 milioni di euro per il Bonus Gas – tra richieste di restituzione ai cittadini, distorsioni del mercato e possibili danni erariali – continua a fare propaganda senza chiarire i nodi reali della vicenda”.
“Nel maldestro tentativo di apparire trasparenti, ma solo a parole, ricordiamo al Presidente Bardi che attendiamo ancora risposte formali a tre interrogazioni presentate a partire da febbraio 2025, oltre a una richiesta di accesso agli atti contabili del progetto degli impianti fotovoltaici a servizio di Acquedotto Lucano.
Si tratta degli unici documenti in grado di chiarire i costi reali sostenuti per la cosiddetta fornitura energetica ‘ponte’ destinata ad Acquedotto Lucano”.
“Solo carte alla mano – proseguono – sarà possibile verificare il costo finale per la Regione. Parlare esclusivamente di 82 euro megawattora per la quota energia è una verità a metà perché ci si dimentica di menzionare gli ulteriori 80 euro di oneri fissi e, soprattutto, spiegare il reale costo del cosiddetto “prestito ponte” chiesto alle compagnie petrolifere.
Basilicata Casa Comune ha presentato al riguardo nell’ultima conferenza stampa il prospetto presentato dalle compagnie il 03 – 12 – 2025 al Governo Regionale in cui si evince un ulteriore costo di 13 milioni in 23 mesi.
Se così fosse altro che risparmio, l’energia sarebbe stata pagata a prezzi di mercato. Su questo ci aspettiamo che venga fatta immediatamente chiarezza. Fino ad allora, ogni dichiarazione resta propaganda”.
“Invitiamo quindi il Presidente Bardi, in questo slancio dichiarato di trasparenza, a rendere pubblici i verbali degli incontri tuttora in corso con le compagnie petrolifere sullo stato di avanzamento di questo progetto.
Dal momento che proprio il comunicato evidenzia la non realizzazione del progetto secondo quanto approvato dalla Giunta.
Infatti non si risponde sullo stato di realizzazione dei tre impianti fotovoltaici, di quanto si sta pagando il costo dell’energia dal 1 aprile e con quale contratto è stata coperta la fornitura di energia ad AQL dal 1 gennaio al 31 marzo.
Dalla documentazione in nostro possesso il contratto “ponte” finiva il 31 dicembre. Con quali atti e relativi costi la Regione ha usufruito della fornitura di energia fino al 31 marzo?”
“La situazione economico-finanziaria di Acquedotto Lucano richiederebbe una governance seria e competente, capace di produrre risultati concreti e non artifici contabili o partite di giro a carico dei lucani”.
“Per quanto ci riguarda – concludono Chiorazzo e Vizziello – la trasparenza vera si misura sui risultati.
E i risultati, anche in questo caso, sono sotto gli occhi di tutti: i tre impianti fotovoltaici previsti a servizio di Acquedotto Lucano non sono stati realizzati e ad oggi non vi è traccia neppure di un solo pannello installato.
Altro che benefici, questo è l’ennesimo fallimento su cui il governo regionale dovrebbe avere il coraggio di dire la verità ai lucani e chiedere scusa.
Senza i tre impianti, i lucani non godranno di nessun beneficio, in un momento in cui il costo dell’energia sta aumentando in modo considerevole.
Un progetto, come quello del gas, bello nelle intenzioni, ma che alla prova dei fatti è servito solo per la propaganda elettorale”.