CRONACA

Vigilantes armati nelle residenze psichiatriche del Potentino: scontro tra Auxilium e ASP

SENISE (PZ) – Clima di forte tensione nelle residenze psichiatriche della provincia di Potenza, dove nella mattinata del 31 marzo si è verificato un episodio destinato a far discutere. L’Azienda Sanitaria di Potenza (ASP) ha disposto l’invio di vigilantes armati all’interno di tre strutture: Casa Alba a Genzano di Lucania, Casa La Ginestra a Ripacandida e Casa Iris a Maschito.

A denunciare l’accaduto è la cooperativa Auxilium, che in un comunicato stampa parla di un fatto “senza precedenti”. Secondo quanto riferito, le guardie giurate sarebbero entrate nelle strutture – che ospitano persone in condizioni di fragilità psichica – senza essere accompagnate da rappresentanti dell’ASP. Una circostanza che, sempre secondo la cooperativa, solleva interrogativi sia sul piano della sicurezza sia su quello della legittimità dell’intervento.

L’operazione, stando alla ricostruzione fornita da Auxilium, sarebbe stata finalizzata a verificare l’effettiva uscita della cooperativa dalla gestione delle residenze, affidate da anni alla stessa realtà. Al centro della vicenda c’è infatti il passaggio di consegne legato alla gara per l’affidamento del servizio, procedura che Auxilium contesta apertamente, sostenendo di aver segnalato presunte irregolarità “in ogni sede competente”.

Non solo. La cooperativa accusa l’ASP e la Regione Basilicata di voler utilizzare arredi e beni di sua proprietà, parlando di una gestione “improvvisata” della transizione. Una situazione che, a loro dire, rischierebbe di aggravare ulteriormente le criticità già presenti.

Nonostante il contenzioso in atto, Auxilium sottolinea di aver lasciato all’interno delle strutture tutto il necessario per garantire la continuità assistenziale e la vita quotidiana degli ospiti, con l’obiettivo di evitare disagi a pazienti particolarmente vulnerabili.

Nel comunicato si parla infine di una “ulteriore condotta illegittima” e si annuncia l’invio di una diffida formale all’ASP, trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Potenza, alle stazioni dei Carabinieri e ad altri enti pubblici.

“Siamo certi che le nostre ragioni saranno riconosciute nelle sedi competenti – conclude la nota – ma su questo ennesimo episodio non possiamo tacere”.

Resta ora da chiarire la posizione dell’Azienda Sanitaria e degli altri soggetti coinvolti, mentre la vicenda si avvia con ogni probabilità verso un confronto nelle sedi giudiziarie.

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