CULTURA E EVENTI

Raffaello al Met, la mostra che svela l’uomo oltre il mito

Non solo genio della pittura, ma anche imprenditore creativo e figura profondamente legata al suo tempo: la grande esposizione dedicata a Raffaello Sanzio, inaugurata al Metropolitan Museum of Art, propone una lettura nuova e più completa dell’artista, andando oltre le immagini iconiche delle sue Madonne.

L’esposizione, aperta fino al 28 giugno, riunisce 237 opere tra dipinti e disegni, ripercorrendo l’intero arco della vita del maestro: dalle origini modeste ai primi successi nella corte di Urbino, fino agli anni romani sotto i pontefici, conclusi con la morte prematura nel 1520 a soli 37 anni.

Il progetto, frutto di anni di ricerca coordinati dalla storica dell’arte Carmen Bambach e accompagnato dalla voce narrante di Isabella Rossellini, restituisce un ritratto inedito di Raffaello: innovatore, ma con uno sguardo radicato nella realtà, capace di gestire una vera e propria “impresa artistica”, paragonabile – per approccio e visione – a figure contemporanee come Andy Warhol e Jeff Koons.

Uno degli aspetti più sorprendenti della mostra è l’attenzione al contesto umano e sociale dell’artista. Accanto alle opere più celebri, trovano spazio documenti e oggetti che raccontano anche esperienze personali segnate dal dolore, come la perdita della madre e di alcune sorelle in tenera età. Un approccio che permette di superare l’immagine idealizzata costruita nei secoli.

Numerosi i prestiti internazionali di grande prestigio: dalla National Gallery of Art al Museo del Louvre, fino a istituzioni come l’Albertina di Vienna, l’Ashmolean Museum di Oxford e il Rijksmuseum di Amsterdam. Tra le opere esposte figurano capolavori come il ritratto di Baldassarre Castiglione e studi preparatori per la celebre Trasfigurazione.

Importante anche il contributo italiano, con prestiti provenienti da istituzioni come la Galleria Borghese e Palazzo Barberini, che hanno messo a disposizione opere iconiche come la Fornarina e la Dama con l’Unicorno. Di particolare rilievo anche la presenza dell’“Estasi di Santa Cecilia”, proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, considerata uno dei vertici della maturità artistica di Raffaello.

L’iniziativa rappresenta un’importante collaborazione internazionale e offre al pubblico una visione più autentica e complessa di uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento, restituendo non solo il mito, ma anche l’uomo dietro le opere.

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