POLITICA

Cia-Agricoltori: forte partecipazione all’assemblea della Val d’Agri

Rilancio dell’azione sindacale e nuove strategie per agricoltura e zootecnia

Viggiano – Grande partecipazione e rinnovato entusiasmo per l’assemblea della Cia-Agricoltori della Val d’Agri, che ha visto la presenza di oltre un centinaio di partecipanti, con una significativa presenza di giovani pari a circa il 60%.

Un segnale concreto del rilancio della Cia sul territorio e della crescente attenzione delle nuove generazioni verso il settore agricolo.

I lavori sono stati presieduti dalla direttrice provinciale Cia Potenza, Giovanna Perruolo, che ha guidato il confronto sui principali temi di attualità per il comparto agricolo e zootecnico della valle: dalla crisi della zootecnia al caro carburanti e materie prime, fino al forte calo del prezzo del latte.

Al centro del dibattito, il ruolo strategico dell’agricoltura e della zootecnia della Val d’Agri, un territorio che da anni convive con l’impatto delle attività petrolifere e che oggi può diventare un modello nella fase di transizione ecologica avviata dall’Unione Europea.

Dall’assemblea è emersa con forza la necessità di riaffermare che l’agricoltore non è nemico dell’ambiente: la sostenibilità deve essere ambientale, ma anche economica e sociale.

La neutralità climatica – è stato sottolineato – non può mettere a rischio la sicurezza e la sovranità alimentare. La transizione ecologica è un obiettivo condiviso, ma deve essere costruita insieme agli agricoltori e non imposta.

Critiche sono state espresse verso alcune politiche comunitarie, ritenute controproducenti, come quelle che incentivano il mancato utilizzo dei terreni agricoli.

Al contrario, è stata ribadita la necessità di sostenere la coltivazione sostenibile, capace di aumentare la produzione alimentare e ridurre le emissioni.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle risorse idriche. La Cia ha rilanciato una strategia per il pieno ed efficace utilizzo dell’acqua, di cui la Val d’Agri è macrofornitrice, affinché venga destinata prioritariamente alle esigenze delle aziende agricole e zootecniche.

In questa direzione, l’ultimazione della diga di Marsiconuovo rappresenta un’opportunità fondamentale per migliorare i servizi irrigui, da tempo richiesti dalle comunità locali. Tra le criticità segnalate, anche l’aumento dei costi legati ai servizi di irrigazione.

L’assemblea ha inoltre sottolineato l’importanza di valorizzare le produzioni tipiche e di qualità del territorio – agroalimentari, zootecniche e ortofrutticole – attraverso sistemi di certificazione di origine, in grado di aumentare il reddito dei produttori e garantire i consumatori.

Sul piano delle richieste istituzionali, la Cia ha rivolto un appello all’Unione Europea per la revisione di alcuni adempimenti legati alla PAC 2023-2027, a partire dalla semplificazione delle procedure e dall’adeguamento delle misure contro i rischi climatici.

Al Governo nazionale è stata chiesta la reintroduzione dei crediti d’imposta per carburanti agricoli e investimenti innovativi, oltre alla proroga dell’esonero contributivo per i giovani agricoltori.

Alla Regione Basilicata, invece, è stata sollecitata l’attuazione del Fondo di aiuto alle PMI agricole previsto dalla legge 30/23, la riduzione del canone irriguo e l’approvazione dei piani sulla gestione della fauna selvatica. Inoltre è stato chiesto a sindaci e Regione un controllo più attento sulla speculazione per l’innalzamento dei prezzi per il conflitto iraniano.

Nelle sue conclusioni, la direttrice provinciale Giovanna Perruolo ha evidenziato come il rilancio della Cia in Val d’Agri passi attraverso una visione moderna e integrata dello sviluppo agricolo: “Il settore deve tornare a essere un elemento costitutivo del territorio, capace di mettere in relazione ambiente, economia e comunità”.

Perruolo ha inoltre sottolineato il valore strategico del legame tra produzioni agricole e territorio, non solo in termini geografici, ma anche storici e culturali. Il paesaggio agrario, modellato nel tempo dagli agricoltori, rappresenta un elemento identitario fondamentale e una leva di competitività.

Al termine è stato eletto un coordinamento Cia Val d’Agri.

“La valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e della tradizione enogastronomica locale – ha aggiunto – può diventare un motore di sviluppo turistico e uno strumento efficace di marketing territoriale, generando nuove opportunità occupazionali, soprattutto nelle aree interne”.

Alla base di questa visione vi sono gli imprenditori agricoli, custodi di biodiversità, qualità e innovazione. Tra gli obiettivi prioritari, il rafforzamento della rete di vendita diretta nelle aziende e negli agriturismi, insieme allo sviluppo di attività connesse in grado di aumentare l’attrattività e la fruibilità del territorio rurale.

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