Forum del Rotary club Potenza su conflitti e pace
L’incontro promosso riflettere sulle sfide che i cambiamenti geopolitici pongono oggi al diritto internazionale umanitario. Ai lavori, introdotti dalla Presidente dei rotariani Anna Maria Scalise, hanno partecipato il generale Francesco Elia e il colonnello Giuseppe Amato.

Nuovi scenari di conflitto, minacce ibride e la necessità impellente di tutelare la dignità umana: sono stati questi i temi al centro del forum promosso dal Rotary Club Potenza, svoltosi al Grande Albergo del capoluogo lucano.
L’incontro ha riunito autorità civili, militari e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sulle sfide che i cambiamenti geopolitici pongono oggi al diritto internazionale umanitario.
Ad aprire i lavori, la Presidente del Rotary Club Potenza, Anna Maria Scalise, che ha tracciato il perimetro etico dell’iniziativa: “In un mondo segnato da conflitti sempre più complessi, la pace non può essere intesa solo come assenza di guerra, ma come costruzione attiva di giustizia e responsabilità condivisa.
Il Rotary, fedele alla sua missione, promuove il diritto internazionale come scudo fondamentale per le popolazioni civili”.
Il cuore del dibattito è stato l’intervento del Generale (CCRN Aus.) Francesco Elia, componente della Commissione Nazionale per il Diritto Internazionale Umanitario. Il Generale ha offerto un’analisi lucida sulle trasformazioni della guerra moderna: oggi i conflitti si combattono in zone d’ombra, con minacce ibride che rendono sempre più difficile distinguere i confini del campo di battaglia, rendendo vitale un aggiornamento costante degli strumenti giuridici e operativi per proteggere i non combattenti.
Significativo anche il contributo istituzionale del Colonnello Giuseppe Amato, Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Esercito Basilicata, che ha ribadito il valore della sinergia tra Forze Armate e società civile per presidiare i valori della legalità. Dalla serata è emerso un messaggio chiaro: la cultura del diritto non è solo materia per addetti ai lavori, ma un pilastro della cittadinanza.
La Presidente Scalise ha chiuso l’incontro con un appello alla responsabilità individuale: “Promuovere il rispetto della dignità umana significa lavorare ogni giorno per la pace attraverso la conoscenza e il dialogo. Solo così possiamo costruire una coscienza civile realmente consapevole”.