Autotrasporto: Confartigianato e UNATRAS Misure urgenti contro il caro gasolio

La possibilità di utilizzare immediatamente il rimborso trimestrale delle accise, senza dover attendere il silenzio-assenso dei 60 giorni per utilizzare il credito spettante; la sospensione temporanea dei versamenti fiscali, previdenziali e contributivi per affrontare la situazione emergenziale e garantire liquidità immediata alle imprese; un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per compensare i maggiori costi sostenuti per l’acquisto dei carburanti, come già avvenuto durante la guerra russo-ucraina; l’adeguamento del costo del carburante nei valori indicativi dei costi di esercizio, che devono essere aggiornati dal MIT e risultano cogenti nei contratti in forma non scritta; la valorizzazione della clausola di fuel surcharge quale elemento indispensabile nei contratti scritti, pena la nullità del contratto; il proseguimento del tavolo di confronto per monitorare la situazione emergenziale, con il coinvolgimento di “Mr. Prezzi” e degli altri ministeri competenti.
Sono le principali proposte che Confartigianato Trasporti, insieme alle altre organizzazioni riunite nel coordinamento unitario dell’autotrasporto UNATRAS, ha rappresentato al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi sulla grave situazione del settore, colpito da due settimane dal vertiginoso aumento del costo del gasolio.
«Su quasi tutto il territorio nazionale – denuncia il Presidente di Confartigianato Trasporti Claudio Riva – si registra una quotazione abbondantemente superiore ai 2 euro al litro, che sta mettendo in estrema difficoltà migliaia di imprese di autotrasporto, impossibilitate a ribaltare i maggiori costi sui committenti».
UNATRAS, nel ribadire che la situazione è inaccettabile sia perché frutto di fenomeni speculativi da contrastare con decisione, sia perché molte imprese hanno ormai esaurito la liquidità necessaria per far fronte alle maggiori spese, ha evidenziato il rischio concreto che le aziende siano costrette a fermare i propri mezzi nei piazzali. Bisogna scongiurare questo scenario, che avrebbe conseguenze molto gravi poiché l’economia che viaggia su gomma rischierebbe di arrestarsi.
Il conflitto in Medio Oriente sta infatti condizionando pesantemente le dinamiche dei prezzi dei carburanti. Secondo le ultime rilevazioni, il prezzo del gasolio self in media nazionale è salito a 1,976 euro al litro, con un aumento di 0,252 euro (+14,6%) rispetto al prezzo del 27 febbraio, giorno antecedente l’attacco all’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele.
Il rialzo dei prezzi – fenomeno che rischia di protrarsi anche nei prossimi mesi – sta determinando una crescita significativa dei costi di esercizio che, se non adeguatamente compensata, rischia di mettere in seria difficoltà molte imprese del trasporto.
La situazione in Basilicata
Criticità particolarmente evidenti si registrano anche in Basilicata, dove l’autotrasporto rappresenta una componente essenziale del sistema produttivo regionale, caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese e da una logistica fortemente legata alla mobilità su gomma.
«Le imprese lucane dell’autotrasporto stanno vivendo una fase di forte tensione – sottolinea Rosa Gentile, dirigente regionale di Confartigianato Basilicata – perché l’aumento del costo del gasolio incide in maniera diretta sui bilanci aziendali. Molte imprese operano con margini già molto ridotti e oggi si trovano a sostenere costi non programmabili che rischiano di compromettere la continuità dell’attività. Servono interventi rapidi per garantire liquidità e strumenti che permettano di adeguare automaticamente le tariffe all’andamento del prezzo del carburante».
Le difficoltà sono confermate anche dagli stessi operatori del settore. «Negli ultimi giorni il pieno per un nostro mezzo costa anche diverse decine di euro in più rispetto a poche settimane fa – racconta il titolare di un’azienda di autotrasporto della provincia di Potenza – e senza la possibilità di adeguare subito i corrispettivi dei trasporti diventa sempre più difficile sostenere i costi».
Analoga preoccupazione arriva dal Materano: «Per una piccola impresa come la nostra – spiega un autotrasportatore della provincia di Matera – il carburante rappresenta la voce di spesa principale. Se i prezzi continuano a salire e non arrivano misure di sostegno, il rischio è di dover ridurre i viaggi o lasciare i camion fermi».
Per questo Confartigianato ribadisce la necessità di interventi immediati e di un confronto costante con il Governo per monitorare l’evoluzione dei prezzi e tutelare un comparto strategico per la logistica e per l’intera economia del Paese.
Parallelamente, anche le Associazioni rappresentative del trasporto persone – Confartigianato Trasporto Persone, Cna Fita Trasporti, Sna Casartigiani Trasporto Persone, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi – ritengono necessario valutare con urgenza misure di sostegno in grado di attenuare l’impatto dell’aumento dei carburanti sui costi operativi delle imprese e chiedono l’attivazione di un tavolo di confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.