POLITICA

Alla Camera la premier al Pd: ‘Sì agli Usa che ci liberano da nazifascismo ma no a intervento in Iran?

Roma, 11 marzo 2026 – La premier Giorgia Meloni è intervenuta oggi al Senato per le sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, affrontando temi complessi come l’intervento militare degli Stati Uniti e di Israele in Iran, la sicurezza delle basi italiane e la gestione delle tensioni regionali. L’Aula ha approvato con 102 voti a favore, 66 contrari e 1 astenuto la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del governo.

La posizione italiana sugli interventi militari

Meloni ha aperto il suo intervento sottolineando le contraddizioni percepite nell’opinione pubblica e nel dibattito politico: “Sappiamo che la tentazione di esportare la democrazia con la forza è da molti anni oggetto di dibattito. Io non ne sono mai stata una fervida sostenitrice. Da una parte c’è il rischio di arroganza eurocentrica, dall’altra il dubbio se sia giusto rimanere inermi di fronte al massacro di innocenti”.

Riferendosi al Pd, la premier ha criticato uno “strabismo” nella valutazione dei conflitti: “Viva gli americani che liberano l’Europa dal nazifascismo, ma no agli stessi americani che liberano altre parti del mondo dalla dittatura. Viva i bombardamenti Usa in Serbia e la partecipazione italiana senza passaggio in Parlamento, ma no agli interventi per fermare massacri in Iran. Io non condivido questo approccio altalenante”.

Meloni ha poi precisato che l’Italia non prende parte né intende prendere parte agli interventi militari di Usa e Israele in Iran: “Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra. Qui non c’è un governo complice né isolato in Europa”.

Risoluzione di maggioranza e impegni internazionali

La risoluzione approvata dal Senato punta a condannare “il ruolo destabilizzante dell’Iran nella regione” e a esprimere sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà. Prevede inoltre il rafforzamento della protezione delle frontiere Ue e il sostegno alle operazioni marittime difensive Aspides e Atalanta, con eventuale adattamento e rafforzamento delle missioni se necessario.

Meloni ha sottolineato l’importanza di non autoescludersi dal dibattito internazionale, pur rifiutando l’adesione al Board of Peace, e ha ribadito il suo impegno verso Gaza e la protezione dei civili.

Disponibilità al dialogo e sicurezza nazionale

La premier ha invitato le opposizioni a un confronto costruttivo: “Aspettavo di fare questo confronto in Aula. Da domani sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni anche per le vie brevi”.

Sul tema delle basi Usa in Italia, Meloni ha ricordato che ogni decisione sarebbe comunque affidata al Parlamento e ha precisato che al momento non è pervenuta alcuna richiesta. Ha citato come paragone l’accordo spagnolo, che mantiene l’uso delle basi entro limiti bilaterali, sottolineando la coerenza della scelta italiana.

Protezione dei civili e risposta alla crisi energetica

La premier ha ricordato la “strage delle bambine nel Sud dell’Iran”, sottolineando la necessità di accertare le responsabilità e garantire la sicurezza dei civili.

Riguardo all’aumento dei prezzi dei carburanti, Meloni ha annunciato che il governo interverrà per contrastare la speculazione, anche tramite eventuale maggiorazione fiscale per le aziende responsabili, e ha precisato che il meccanismo delle accise mobili sarà attivato solo quando l’aumento diventerà strutturale.

Difesa europea e collaborazione internazionale

Meloni ha ribadito la necessità di sviluppare una difesa Ue a 360 gradi, proteggendo sia il fianco est sia quello meridionale, e ha chiesto la sospensione temporanea dell’applicazione dell’Ets per la produzione di elettricità termoelettrica fino a stabilizzazione dei prezzi globali.

Sul bilancio europeo e la questione dei flussi petroliferi, ha confermato che l’Italia è pronta a collaborare senza aggirare il principio dell’unanimità. Sul tema dei CPR in Albania, la premier ha ribadito la piena legittimità del governo italiano nel garantire il funzionamento dei centri secondo diritto internazionale ed europeo.

Risoluzioni delle opposizioni

Pd, M5s e Avs hanno presentato tre risoluzioni separate, chiedendo tra l’altro il cessate il fuoco immediato in Iran, la non autorizzazione all’uso delle basi italiane da parte delle forze Usa e il rispetto del diritto internazionale. Il Pd ha espresso critiche alla gestione governativa e chiesto maggiore attenzione alla de-escalation dei conflitti.

ANSA

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