Medihospes celebra l’8 Marzo tra le “nonne” della Casa di Riposo di San Severino Lucano

La Giornata internazionale della donna (o Giornata internazionale dei diritti delle donne) è una ricorrenza internazionale che si celebra l’8 Marzo di ogni anno e sottolinea l’importanza della lotta per i diritti delle donne, in particolare per la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche e politiche e portando l’attenzione su questioni come l’uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e le violenze contro le donne.
Pertanto in tale giornata le beneficiarie ed i bambini del Progetto SAI gestito dalla Cooperativa Medihospes si sono recati presso la casa di riposo “Rass 1 Panorama“ di San Severino Lucano, al fine di donare un rametto di “mimosa” (considerato come da tradizione il fiore simbolo di tale ricorrenza) alle “nonnine” che risiedono nella struttura.
La “festa della donna”, diventata ormai, nell’immaginario comune, una “festicciola” qualsiasi, un modo come un altro per far baldoria, dovrebbe invece, essere valorizzata per il senso profondo racchiuso in sé, per i diritti e le libertà ottenute.
Sarebbe importante se servisse da monito a quelle donne che, ad oggi, in molti Paesi del Mondo vengono maltrattate, schiavizzate, lapidate, affinchè queste possano comprendere di far parte dell’Umanità e chiedano quindi di essere rispettate in quanto esseri umani.
Strumentalizziamo questo giorno in modo che, in un Paese sviluppato ed evoluto come l’Italia, il tasso di femminicidio raggiunga la quota zero.
Per ottenere questo risultato è necessario inoltre, che ogni donna capisca profondamente, e senta,
di far parte della specie umana al pari dell’uomo.
Fondamentale è denunciare le violenze, i soprusi. Nessuno merita di essere maltrattato.
Aiutiamo chi, è stata resa ”schiava” a riprendersi la sua vita libera e dignitosa.
L’augurio di grande speranza della Cooperativa Medihospes, in cui la percentuale di dipendenti di sesso femminile supera quella di sesso maschile, è rivolto a tutte quelle donne che soffrono in silenzio, che filnalmente un giorno, riescano ad urlare e a tornare a vivere.