CRONACA

8 marzo, Confartigianato Basilicata: 1.800 imprese artigiane guidateda donne. Rosa Gentile: “Presidio economico e sociale, servono strumenticoncreti per sostenerle”

In Basilicata le donne rappresentano una componente significativa del tessuto produttivo artigiano. Sono 1.800 le imprese artigiane guidate da donne, pari al 18,6% del totale, su circa 15 mila imprese femminili complessive presenti nella regione. Di queste, 1.200 operano in provincia di Potenza e 600 in provincia di Matera.

I dati emergono dall’analisi diffusa da Confartigianato in occasione della Giornata Internazionale della Donna, che traccia un bilancio del mercato del lavoro e dell’imprenditoria femminile in Italia.

A livello nazionale, negli ultimi anni le donne hanno dimostrato una forte capacità di tenuta e crescita nel mercato del lavoro. Tra il 2021 e il 2025 l’occupazione complessiva è aumentata di 1 milione e 281 mila unità (+5,6%), ma è stata soprattutto la componente femminile a trainare la crescita con 598 mila occupate in più (+6,2%). Anche i dati più recenti confermano la tendenza: a dicembre 2025, nonostante una lieve flessione dell’occupazione maschile, si registrano 97 mila lavoratrici in più su base annua (+1,0%).

Nel 2024 il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto il 57,4%, con un aumento di 4,2 punti percentuali rispetto al 2021. Nonostante i progressi, il confronto europeo evidenzia ancora un ritardo significativo: l’Italia resta all’ultimo posto nell’Unione Europea per quota di donne occupate e presenta un divario di genere di 19,4 punti percentuali rispetto agli uomini.

Sul piano territoriale la crescita è diffusa: nel 2024 18 regioni su 20 hanno raggiunto il massimo storico di occupazione femminile. Tuttavia permane una forte distanza tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Se regioni come Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige superano il 70%, nel Sud i livelli restano più bassi.

Un ruolo centrale in questa dinamica è svolto dall’imprenditoria femminile. Alla fine del 2025 le imprese guidate da donne sono 1.302.974, pari al 22,3% del totale, mentre nell’artigianato si contano 218.262 imprese femminili, il 17,7% del comparto.

«I dati confermano che le donne sono una componente strutturale e imprescindibile del nostro sistema economico – dichiara Rosa Gentile, dirigente regionale di Confartigianato –. È un risultato che parla di competenze, determinazione e capacità di innovare. Allo stesso tempo, la recente flessione nel numero delle imprenditrici ci ricorda che non possiamo abbassare la guardia: servono strumenti concreti per sostenere chi fa impresa, favorire la conciliazione tra vita e lavoro e accompagnare le nuove generazioni verso percorsi imprenditoriali».

Alla lettura economica si affianca anche una riflessione sul valore sociale dell’imprenditoria femminile, particolarmente evidente nei servizi alla persona, settore nel quale la presenza delle donne è storicamente molto forte.

«Dietro questi numeri ci sono storie di coraggio, professionalità e grande senso di responsabilità – aggiunge Gentile –. Le imprenditrici artigiane rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale, soprattutto nei servizi alla persona, dove il contributo femminile è decisivo. Tuttavia il calo registrato nell’ultimo anno ci impone di rafforzare le reti di sostegno, investire in formazione e favorire un contesto che renda davvero sostenibile la scelta di fare impresa. L’8 marzo non è solo una ricorrenza simbolica, ma un richiamo concreto alla necessità di creare condizioni che permettano alle donne di esprimere pienamente il proprio talento».

Confartigianato ricorda inoltre che l’intero sistema associativo ha ottenuto negli ultimi anni la certificazione di parità di genere, riconoscimento che attesta l’impegno nell’adozione di politiche orientate all’equità, alla valorizzazione delle competenze e alla crescita professionale senza discriminazioni. Un percorso che rafforza l’azione di rappresentanza e tutela a favore delle imprenditrici e delle lavoratrici.

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