POLITICA

Ministro Nordio a Potenza rilancia la riforma della giustizia

Un percorso avviato decenni fa che ora va completato

Al Polo Bibliotecario di Potenza il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è tornato a parlare del progetto di revisione dell’assetto giudiziario, presentandolo come la naturale conclusione di un disegno concepito molti anni fa e rimasto finora incompiuto.

L’iniziativa, organizzata dal deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata, si inserisce nel percorso di avvicinamento al referendum previsto per il 23 e 24 marzo.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di illustrare ai cittadini i contenuti della proposta, che mira a ridefinire l’organizzazione e il funzionamento dei tribunali italiani.

Nel suo intervento, il Guardasigilli ha richiamato l’impianto accusatorio di ispirazione anglosassone elaborato dall’allora ministro Giuliano Vassalli, sottolineando la continuità ideale con quell’impostazione.

Nordio ha spiegato che l’intenzione è portare a termine un progetto concepito circa quarant’anni fa da una delle figure più autorevoli del diritto italiano.

Il ministro ha inoltre respinto le critiche secondo cui la riforma metterebbe a rischio l’autonomia dei magistrati o rafforzerebbe il controllo del potere esecutivo sulla magistratura.

Ha ribadito che i principi di indipendenza e autonomia restano cardini irrinunciabili del sistema, come chiarito anche dalle disposizioni previste nel nuovo testo.

A chi teme possibili interferenze della politica sulle toghe, Nordio ha replicato che una lettura attenta delle norme consente di escludere qualsiasi ipotesi di subordinazione, riaffermando la centralità delle garanzie costituzionali.

Dal canto suo, Caiata ha evidenziato la necessità di affrontare il tema con un approccio pragmatico, lontano da contrapposizioni ideologiche.

Secondo il parlamentare, in una fase così delicata è fondamentale favorire un confronto fondato sui contenuti e sulle ricadute concrete della riforma, evitando di trasformare il dibattito in uno scontro politico e ricordando che la materia incide direttamente sui diritti dei cittadini.

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