CRONACA

Trenta materani bloccati a Gerusalemme: “Stiamo bene, ma la situazione è complessa”

Sono trenta i materani attualmente bloccati a Gerusalemme, parte di un gruppo composto complessivamente da 71 persone. Avrebbero dovuto fare rientro in Italia oggi, ma la chiusura dello spazio aereo e la cancellazione dei voli da Tel Aviv hanno impedito la partenza.

A raccontare la situazione all’ANSA è Gaspare L’Episcopia, materano classe 1986, fermo insieme agli altri concittadini a causa delle operazioni militari in corso contro l’Iran. “Stiamo bene”, rassicura.

L’Episcopia era partito lo scorso 21 febbraio per un pellegrinaggio in Terra Santa. Dopo le tappe a Betlemme, Nazareth e al lago di Tiberiade, vissute in un clima di accoglienza e serenità, il gruppo ha iniziato a percepire la gravità della situazione con il suono delle sirene d’allarme e con gli avvisi ricevuti sugli smartphone che invitavano a rifugiarsi nei bunker.

“Le sirene suonano a cadenza regolare – spiega – ma tutte le strutture sono dotate di bunker dove possiamo metterci al riparo. Siamo in contatto con il Consolato italiano a Gerusalemme, anche se al momento non abbiamo notizie certe. Ci siamo attivati anche tramite la nostra agenzia di viaggi per trovare una soluzione”.

La situazione resta complessa e l’attesa è carica di incertezza. “Speriamo di rientrare quanto prima – conclude – e auspico una de-escalation e un immediato cessate il fuoco, affinché si possa lasciare spazio alla diplomazia”.

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