CRONACA

Crosetto e Tajani in audizione in Parlamento, ‘la sicurezza degli italiani è la priorità, serve unità’

Il Ministro degli Esteri: 'Avvertiti con polacchi e tedeschi a operazione avviata. La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza, nella regione 70mila connazionali'. Il ministro della Difesa: 'A Dubai c'erano i miei figli, mia valutazione'

Il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani sono intervenuti in audizione davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato riunite in seduta congiunta per riferire sulla grave crisi internazionale in Medio Oriente.

Tajani: “Unità e responsabilità, prima di tutto i nostri connazionali”

“I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l’appello alle forze politiche: deve prevalere l’unità, la responsabilità e l’equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini”, ha dichiarato Tajani in apertura.

Il ministro ha ricostruito quanto accaduto nelle prime ore di sabato, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato contro l’Iran. “Usa e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza di agire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come tedeschi e polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate”, ha spiegato, aggiungendo di essere stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar subito dopo l’avvio delle operazioni.

Secondo Tajani, l’operazione potrebbe segnare “un punto di svolta per gli equilibri regionali”, con l’obiettivo dichiarato di eliminare la minaccia nucleare e missilistica iraniana. Tuttavia, ha sottolineato, la crisi potrebbe protrarsi per giorni o settimane e molto dipenderà dalle decisioni di Teheran.

Oltre 70mila italiani nell’area

Il titolare della Farnesina ha fornito numeri precisi sulla presenza italiana nella regione: oltre 70mila connazionali tra residenti e presenze temporanee. Circa 30mila si trovano tra Dubai e Abu Dhabi, mentre in Israele vivono circa 20mila italiani. Comunità numerose sono presenti anche in Arabia Saudita, Kuwait, Oman e Bahrein; in Iran si trovano poco meno di 500 italiani.

“La prima notizia positiva è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi, né civili né militari”, ha affermato Tajani. Intanto proseguono le operazioni di rientro: è stato organizzato un volo speciale Abu Dhabi-Milano per circa 200 studenti minorenni, mentre altri voli da Mascate sono in fase di coordinamento. L’Unità di crisi ha già gestito oltre 7mila chiamate.

Crosetto: “Crisi di elevata ampiezza, adeguare strumenti e presenza militare”

Nel suo intervento, Crosetto ha parlato di una crisi “di elevata ampiezza”. Le operazioni sul campo, denominate “Epic Fuel” e “Roaring Lion”, sarebbero state pianificate – secondo quanto riferito – per colpire nodi chiave iraniani: centri di comando, sistemi aerei e programmi missilistici ritenuti una minaccia imminente da Stati Uniti e Israele.

Il ministro ha spiegato che l’Italia ha alleggerito la presenza del personale e rivisto i piani di sicurezza operativa ed evacuazione. “Ad oggi si registrano solo danni materiali limitati”, ha precisato, assicurando che il governo continuerà a fornire piena e tempestiva informazione al Parlamento.

Crosetto ha anche sollevato la necessità di una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano la partecipazione italiana alle missioni internazionali, sottolineando come scenari in rapida evoluzione richiedano maggiore flessibilità operativa, pur nel rispetto del ruolo del Parlamento.

Il nodo energetico: lo Stretto di Hormuz

Particolare attenzione è stata dedicata alle ripercussioni economiche. “Dallo Stretto di Hormuz passa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30% del commercio globale di Gnl”, ha ricordato Crosetto. Anche una riduzione parziale del traffico o un aumento della percezione del rischio potrebbe provocare effetti immediati sui prezzi energetici, con un incremento dei costi di trasporto fino al 30-40%.

Il traffico commerciale risulta già fortemente ridotto. “Dove non arrivano i missili arrivano gli effetti della guerra commerciale”, ha osservato il ministro.

Richieste di aiuto dai Paesi del Golfo

Crosetto ha inoltre riferito che diversi Paesi del Golfo, preoccupati dall’evoluzione della crisi, hanno chiesto all’Italia la possibilità di fornire sistemi di difesa, in particolare antidrone. “Non parliamo di armi offensive, ma di sistemi di difesa e logistica”, ha chiarito, annunciando che tornerà in Parlamento per eventuali autorizzazioni.

Il ministro ha poi replicato alle polemiche sul suo viaggio a Dubai nei giorni della crisi, spiegando di aver reso pubblica la missione e di aver scelto di restare nonostante le difficoltà nei collegamenti: “Forse avrò sbagliato e chiedo scusa, ma ho scelto di restare”.

La linea italiana ed europea

Tajani ha ribadito che la posizione italiana è pienamente allineata a quella dell’Unione europea: “Non siamo isolati”. Ha ricordato come fino all’ultimo l’Italia abbia sostenuto il dialogo e il negoziato, ma ha accusato Teheran di aver rigettato ogni forma di compromesso e cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

“Il Governo continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia, anche quando sembra difficile”, ha concluso il ministro degli Esteri.

Un’audizione che fotografa una crisi dalle molteplici implicazioni – militari, energetiche, diplomatiche – ma che per l’esecutivo ha un punto fermo: la tutela dei cittadini italiani e la ricerca di una de-escalation attraverso il dialogo.

ANSA

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