POLITICA

Ferrone (Pd): bilancio dell’attività in Provincia

“È stata un’esperienza intensa e formativa, che mi ha arricchito soprattutto nel rapporto costante con i sindaci, gli amministratori locali e le nostre comunità. Ho sempre interpretato il ruolo politico-istituzionale con senso delle istituzioni e rispetto della carica, garantendo presenza e partecipazione nei luoghi decisionali, a partire dalle riunioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, per testimoniare l’attenzione della Provincia verso un tema fondamentale: la sicurezza dei cittadini”.

Così Carmine Ferrone (Pd) nell’intervento svolto nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale tracciando un bilancio dell’esperienza svolta in questi anni come Vice Presidente, Presidente di Commissione e Consigliere provinciale.

“Una parte rilevante dell’attività amministrativa – sottolinea – ha riguardato la viabilità. Consegniamo a chi subentrerà numerosi interventi realizzati, altri avviati e alcuni in fase di completamento. Resta il rammarico per ciò che si sarebbe voluto fare in più, ma è impossibile ignorare la cronica carenza di risorse nazionali e regionali.

Il cedimento strutturale del viadotto Tiera – aggiunge –  è stato un segnale di allarme che non può essere sottovalutato.

La sicurezza stradale deve diventare una priorità strutturale e non emergenziale. Non è accettabile intervenire solo dopo crolli o cedimenti, soprattutto su infrastrutture costruite negli anni ’50 e ’60 con tecniche e materiali ormai superati.

Non si può inoltre trasferire alla Provincia la competenza su numerose arterie senza trasferire contestualmente risorse finanziarie, personale e mezzi adeguati. La sicurezza non è un optional e non può essere scaricata sugli enti locali.

Anche il PNRR, che rappresentava un’opportunità straordinaria, non ha coperto in maniera sufficiente le reali esigenze della nostra rete viaria.

È necessario intensificare il monitoraggio e reperire fondi strutturali, affinché la manutenzione non resti episodica ma diventi programmazione stabile.

Sul fronte della sanità – riferisce Ferrone – ho proposto l’istituzione di un Tavolo dedicato alle aree interne, raccogliendo le istanze dei sindaci del Medio Basento e del Lagonegrese-Pollino.

Non possiamo negare che nei piccoli comuni i livelli essenziali di assistenza non siano pienamente garantiti, con una evidente compressione di un diritto costituzionale.

La priorità resta il rafforzamento della continuità assistenziale, con il potenziamento della Guardia Medica, il sostegno ai medici di medicina generale e la valorizzazione della figura dell’infermiere di comunità, esperienza che nell’Area Marmo-Melandro-Platano sta offrendo risultati incoraggianti.

Se vogliamo davvero contrastare lo spopolamento, dobbiamo garantire servizi sanitari e socio-assistenziali adeguati, soprattutto per anziani, malati cronici e famiglie.

Non bastano dichiarazioni d’intenti: servono scelte concrete, coinvolgendo stabilmente gli amministratori locali nei processi decisionali.

Tra i risultati concreti in tema di trasporti ricordo l’inaugurazione dell’Area di Interscambio di Bella-Muro, un’opera attesa dalle comunità del Marmo e frutto di un lavoro condiviso con l’Amministrazione Comunale di Bella.

Abbiamo dato attuazione a un progetto strategico che trasforma la stazione in uno snodo integrato auto–bus–treno–biciclette, contribuendo a ridurre il divario infrastrutturale che penalizza le aree interne.

Ora è necessario compiere un ulteriore passo: il potenziamento delle fermate dei treni più importanti nello scalo di Bella-Muro, affinché l’investimento produca pienamente i suoi effetti.

Sul dimensionamento scolastico avevo espresso per tempo forti perplessità. Purtroppo si è verificato quanto previsto: una competizione tra territori per la conservazione delle dirigenze scolastiche.

L’applicazione rigida dei parametri numerici, senza considerare le specificità sociali e territoriali delle aree interne, rischia di infliggere un ulteriore colpo al sistema formativo locale.

Scaricare la responsabilità sui sindaci significa trasformare una scelta politica in una contesa tra comunità. Ritengo che questa partita non sia chiusa. È necessario proseguire con determinazione nella richiesta di deroghe motivate, come già avvenuto in altre Regioni, ponendo al centro il diritto allo studio e il futuro dei nostri ragazzi.

Su Forestazione e manutenzione del territorio accolgo con favore la ripresa della proposta di impiegare gli operai dei progetti SAAP e ASA per la manutenzione delle strade provinciali. L’assenza dei cantonieri ha lasciato un vuoto evidente.

L’aumento delle giornate lavorative per gli addetti SAAP rappresenta un passo avanti, ma occorre estendere analoghi interventi ai lavoratori del Consorzio di Bonifica e affrontare con decisione il tema del turn over, favorendo l’ingresso di giovani e personale qualificato.

La programmazione forestale deve tornare a essere concreta ed efficace, restituendo alle Unioni dei Comuni un ruolo attivo nella gestione e nel coordinamento.

Abbiamo inoltre affrontato l’emergenza idrica e presentato una mozione contro la chiusura notturna degli ATM Postamat, per tutelare il diritto di accesso ai servizi postali e finanziari nelle aree interne, presidi fondamentali di coesione sociale.

Rimane però una criticità di fondo: la mancanza di un confronto strutturato e continuativo con la Giunta Regionale. Il Piano Strategico Regionale non può ridursi a una visione astratta, priva di ricadute operative sui territori.

Le aree interne, i piccoli comuni montani e collinari, l’agricoltura, la fuga dei giovani, la tutela dello stato sociale: questi temi richiedono scelte chiare e immediate, non enunciazioni generiche.

Le Province e i Comuni non possono essere semplici comparse nei processi decisionali. La concertazione – dice Ferrone – deve essere reale, non formale.

Ne è l’esempio l’aggiornamento del Piano Strategico Provinciale che ha visto l’impegno attivo e fattivo sia della rappresentanza politica sia soprattutto di quella tecnica che ha saputo coinvolgere i territori.

Il PSP non può essere un documento statico, né un adempimento formale: deve rappresentare uno strumento dinamico di indirizzo politico e amministrativo, capace di leggere i cambiamenti sociali, economici e demografici che stanno attraversando il nostro territorio.

L’aggiornamento del Piano deve diventare l’occasione per rafforzare una visione condivisa di sviluppo, rimettendo al centro le aree interne, la coesione territoriale, la sostenibilità infrastrutturale, la tutela dei servizi essenziali e il contrasto allo spopolamento.

È fondamentale che questo processo avvenga attraverso un confronto reale con Comuni, parti sociali, associazioni, sistema produttivo e realtà civiche, affinché il Piano non sia il risultato di una sintesi tecnica ma l’espressione di una responsabilità collettiva.

Solo così il PSP potrà trasformarsi da documento programmatico a strumento concreto di governo del territorio.

Consegniamo il testimone con la consapevolezza di aver operato con impegno, senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni. Resta molto da fare, ma resta anche la convinzione che la difesa dei diritti – alla sicurezza, alla salute, all’istruzione, alla mobilità, alla dignità dei territori – sia una responsabilità che va oltre i mandati amministrativi.

Continuerò a sostenere queste battaglie -conclude Ferrone – con lo stesso spirito di servizio che ha guidato il mio impegno in questi anni.

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