CRONACA

Crisi nel Golfo, Tajani riunisce gli ambasciatori: nasce la “Task Force Golfo” per assistere gli italiani bloccati

Riunione straordinaria alla Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alla Farnesina, dove il ministro Antonio Tajani ha incontrato gli ambasciatori in Iran e nei Paesi della regione per fare il punto sull’andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti e sulle ricadute per i cittadini italiani.

Al termine dell’incontro, il ministro ha annunciato la creazione di una “Task Force Golfo”, una struttura che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà ambasciate e consolati impegnati a gestire migliaia di richieste di assistenza da parte di connazionali bloccati nei Paesi dell’area.

Il governo italiano, si legge in una nota, ha accolto con favore la collaborazione offerta dai governi del Golfo e dalle compagnie aeree locali, che stanno fornendo assistenza ai passeggeri, in particolare garantendo sistemazioni alberghiere. Le ambasciate negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar sono riuscite a far trasferire in hotel tutti i viaggiatori rimasti negli aeroporti. Al momento, però, non ci sono previsioni sulla riapertura degli scali.

Detriti di drone sulle Etihad Towers: due feriti lievi

La tensione resta alta. Ad Abu Dhabi una donna e un bambino sono rimasti lievemente feriti dopo che detriti di un drone intercettato sono caduti sulle Etihad Towers, complesso residenziale e alberghiero che ospita diverse sedi diplomatiche, compresa l’ambasciata italiana.

Secondo fonti locali, i frammenti del drone – neutralizzato dalla contraerea – hanno provocato danni limitati alla facciata dell’edificio. La torre colpita è stata evacuata immediatamente, con l’intervento di polizia e vigili del fuoco.

“Abito nella torre accanto a quella colpita. Fortunatamente non mi trovavo lì al momento dell’impatto”, racconta Katya Marletta, corrispondente UAE di ItalPress. “La tensione resta alta, ma c’è fiducia che tutto si risolva presto”.

Studenti italiani bloccati a Dubai

Sono circa 200 gli studenti italiani rimasti bloccati a Dubai dopo la chiusura dell’aeroporto, colpito da un drone. Il gruppo partecipa al progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione World Student Connection, un’iniziativa di simulazione delle assemblee Onu.

“Non sappiamo quando ripartiremo. Abbiamo visto scie nel cielo e qualche rogo a terra. Dovevamo tornare lunedì ma nessuno sa dirci quando”, racconta Daniele Bovo, 21enne veronese. Tra i ragazzi anche una dozzina di studenti veneti, tre dei quali sedicenni dell’istituto P.F. Calvi di Padova.

“Stiamo bene e siamo tranquilli, accompagnati dai tutor – spiega uno studente torinese – ma c’è preoccupazione per l’evoluzione della situazione e per il rientro”.

Il consolato generale d’Italia a Dubai segue il gruppo. Anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito è in stretto contatto con la Farnesina. Il ministro Giuseppe Valditara segue personalmente gli sviluppi insieme a Tajani. Per precauzione, sono previsti tre giorni di lezioni online nelle scuole coinvolte.

“Non sappiamo quando torneremo”

Testimonianze simili arrivano da residenti e turisti italiani. “Abbiamo visto lampi nel cielo e sentito esplosioni”, racconta un imprenditore veneziano che vive a Dubai da anni. “I danni sono stati limitati, è una domenica apparentemente normale, ma restiamo in allerta”.

Nicole Molinaro, 21 anni, romana in vacanza con un’amica, parla di incertezza: “Ci consigliano di non muoverci dagli hotel, ma le tariffe stanno aumentando. Speriamo in un’iniziativa dell’Italia per rientrare”.

Anche Cosimo Santacroce, consigliere comunale di Carovigno, era a poche centinaia di metri dalla zona della Palm Jumeirah colpita dai detriti: “Abbiamo visto l’impatto in diretta. Gli Emirati sono un Paese organizzato, ma in guerra non ci si sente mai davvero sicuri”.

Turisti italiani bloccati sulla Msc Euribia

Bloccati a Dubai anche i passeggeri italiani della nave da crociera MSC Euribia. “Stiamo bene, ma non ci sentiamo completamente al sicuro”, raccontano alcuni turisti sardi. Momenti di paura nella notte, quando bagliori e rumori della contraerea hanno fatto scattare gli allarmi sui telefoni. L’equipaggio ha invitato tutti a scendere ai piani inferiori.

Le attività a bordo proseguono regolarmente, ma la partenza resta sospesa in attesa di indicazioni delle autorità locali.

Massima attenzione, nessuna data per la riapertura

Nelle ultime ore non si sono udite nuove esplosioni, ma la situazione resta fluida. La Farnesina monitora costantemente l’evoluzione del quadro militare e logistico.

La priorità, ribadisce il ministro Tajani, è garantire assistenza e sicurezza ai cittadini italiani nella regione, in attesa che lo spazio aereo possa riaprire e consentire il rientro in condizioni di sicurezza. Fino ad allora, la “Task Force Golfo” resterà operativa per coordinare ogni intervento necessario.

 

ANSA

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