POLITICA

Centrodestra deposita il testo della riforma della legge elettorale

Il centrodestra ha depositato in Parlamento il testo di riforma della legge elettorale.

Il provvedimento, composto da tre articoli e firmato dai capigruppo di maggioranza, è già stato presentato al Senato ed è in corso di presentazione alla Camera, da dove – secondo quanto si apprende – dovrebbe iniziare l’iter parlamentare.

Premio di governabilità e soglia al 40%

La riforma introduce un “meccanismo di premio di governabilità” attribuito alla lista o coalizione che ottenga il maggior numero di voti validi e raggiunga la soglia minima del 40%. Nella premessa del testo si legge che tale soglia “ne sancisce l’adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità”.

Per quanto riguarda il Senato, la distribuzione dei seggi derivanti dal premio avrebbe carattere regionale. Il testo sottolinea inoltre che la “coerenza tra governabilità e rappresentatività” è assicurata da un limite all’entità del premio: sia alla Camera sia al Senato non potrà superare il 15% dei seggi. Resta inoltre ancorato alla soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera dei deputati e 114 al Senato della Repubblica.

Nome obbligatorio per Palazzo Chigi

Tra le novità previste, anche l’indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l’incarico di Presidente del Consiglio al momento della presentazione delle liste. Una misura definita come elemento di trasparenza dell’offerta politica, “fatte salve le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica”.

“Ciascuna coalizione – si legge in una nota del centrodestra – dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio”.

L’intervento, si legge ancora nella premessa, rientra in una “fisiologica attività di revisione normativa”, finalizzata a rendere il sistema capace di esprimere maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili, nel rispetto del pluralismo politico. La scelta di un sistema proporzionale integrato da un correttivo di governabilità, si evidenzia, darebbe seguito alle indicazioni della Corte Costituzionale, con l’obiettivo di coniugare pluralismo e stabilità istituzionale.

Le reazioni dell’opposizione

Dura la posizione della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che a margine di un evento a Roma ha parlato di “accelerazione frutto della preoccupazione per l’esito referendario”. “La fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere”, ha affermato, definendo il testo “molto distorsivo della rappresentanza” e con “elementi per noi inaccettabili”.

In una nota congiunta, i presidenti dei gruppi parlamentari Pd Francesco Boccia e Chiara Braga insieme al capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti hanno accusato la maggioranza di pensare “solo a garantire se stessa”, definendo la riforma “irricevibile” e lamentando la mancanza di priorità su temi economici e sociali.

Dal fronte della maggioranza, il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha parlato di “critiche preconcette”, sottolineando che l’opposizione contesta il testo “prima ancora che sia depositato”. Donzelli ha assicurato apertura al dialogo: “Dopo che avremo depositato il testo, saremo pronti a dialogare con chiunque per migliorarlo”.

Ancora più netta la posizione del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha definito la proposta “un mostro” e “un miscuglio incoerente di diversi sistemi”. Magi ha paragonato la riforma alla cosiddetta Legge Acerbo del 1923, sostenendo che sarebbe “peggio della legge truffa del 1953” perché trasformerebbe una minoranza nel Paese in una solida maggioranza parlamentare.

Il confronto si annuncia acceso. La riforma, destinata a incidere profondamente sugli equilibri politici e istituzionali, apre ora una nuova fase di dibattito parlamentare e politico, con la maggioranza che rivendica l’obiettivo della stabilità e le opposizioni che denunciano una compressione della rappresentanza.

ANSA

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